Roma. Da Giorgia Meloni servono fatti, dice Elly Schlein. E i fatti, in generale, sono l’antitesi della fuffa, cosa che, con la campagna elettorale alle porte, da assunto teorico diventa faro pratico per orientarsi nei marosi della competizione politica non soltanto esterna, ma interna al centrosinistra. E dunque, mentre il leader M5s Giuseppe Conte cerca di riposizionarsi al centro sui temi internazionali e sulle riforme, per evitare di ritrovarsi schiacciato su linee a sinistra del Pd guidato dalla sua “competitor” interna nella corsa sommersa alla leadership della coalizione, la segretaria dem tenta la carta della “Elly economica”, cambiando lessico e metodo, tanto più che l’ultimo rapporto Istat fotografa un’Italia quasi stagnante (a fronte di una Spagna che cresce il doppio), affossata dalla mancanza di investimenti e tecnologia e impaurita dalle tensioni internazionali. Ed ecco che il tormentone “lavoro, lavoro, lavoro”, finora cavallo di battaglia di Schlein a ogni tornata elettorale, lascia il posto al mantra “energia, industria, energia, industria”, declinato sul campo (e al Festival dell’Economia di Trento, dove la segretaria dem oggi partecipa con un intervento su “tre priorità: sviluppo economico, inverno demografico, giustizia sociale”). Ed eccola, in persona, mercoledì scorso, mentre si fa immortalare alla manifestazione delle comunità energetiche davanti alla sede del Gestore: “Noi chiediamo al governo di semplificare, snellire, abbattere, rimuovere gli ostacoli allo sviluppo pieno delle comunità energetiche in Italia”. Per poi inoltrarsi nel tema: “Bisogna smetterla di ostacolare le comunità energetiche che possono contribuire a due obiettivi molto importanti: aumentare la produzione rinnovabile e abbassare le bollette, e ce n’è molto bisogno, visto che siamo purtroppo così dipendenti dalle fonti fossili e che cittadini e imprese lo scontano ogni giorno. Secondo obiettivo: migliorare l’aria che respiriamo, perché chiaramente vuol dire ridurre le emissioni”. C’è spazio anche per la lode alle comunità energetiche “solidali” che reinvestono “quello che ottengono con i risparmi in progetti sociali”, con prova generale sloganistica per le future piazze: “La transizione energetica è una questione democratica”. Il giorno successivo, cioè ieri, riecco Schlein in viaggio per Solaro. Motivo: la vertenza Electrolux. Ma la battaglia viene da lontano: sono settimane che Schlein promette “vicinanza agli operai” e batte sul necessario “ritiro dei licenziamenti”, chiedendo l’intervento della premier. Sulla scena si muove dunque una Schlein che parla per così dire di mobilia, dati alla mano, e che può sembrare uscita dalla mente di uno spin doctor piombato al Nazareno come papa straniero. Invece la Elly economica è frutto, a metà, del timore di farsi rubare la scena su questi temi dagli ingombranti alleati – ora che il tempo corre verso il 2027 – e del lavoro preliminare ventre a terra orchestrato da una parte del correntone interno dem, cioè dall’area che fa capo all’ex ministro del Lavoro Andrea Orlando. Funziona così: Orlando istruisce la pratica (incontri a monte) e la segretaria chiude il cerchio, recandosi sul posto a parlare con i protagonisti di crisi e vertenze e a mandare messaggi diretti a Meloni. E capita che i due, Orlando e Schlein, si trovino a distanza di poche ore a presidiare lo stesso polo, com’è accaduto per Electrolux, dove Orlando ha convocato un tavolo di coordinamento con la sindaca di Solaro alla vigilia dell’arrivo di Schlein. E se i dati (sempre Istat) disegnano la mappa di un’Italia che investe poco in innovazione e digitalizzazione – nuove parole magiche per la segretaria dem, convinta che, sull’argomento della scarsa crescita, il centrodestra sia destinato a un ridimensionamento delle proprie speranze di gloria – la road map dem si dipana ora su un doppio binario e sulla scorta del Libro Verde sulle politiche industriali, lanciato nel luglio 2025 proprio da Orlando: mentre Schlein occupa la scena mediatica puntando su un rivisitato concetto di “it’s the economy, stupid”, l’ex ministro prosegue con il viaggio mirato nelle singole filiere industriali, con l’obiettivo di “costruire e consolidare legami”. Dopo il settore tessile e della moda a Firenze e l’edilizia a Napoli, si prevedono, tra fine maggio e giugno, incontri sull’energia a Civitavecchia, sulla siderurgia a Genova, sull’automotive a Torino, sulla chimica a Mantova e sulla farmaceutica nel Lazio.
Elly Schlein dribbla gli alleati su energia e industria (in tandem con Orlando)
Nuova road map (mentre Conte si riposiziona al centro), dati alla mano, tra comunità energetiche e luoghi di crisi e di vertenze (da Electrolux in giù), passando per il viaggio nelle filiere industriali dell'ex ministro dem






