Da allora sono passati tredici anni e oggi possiamo dire che il mestiere di Elly Schlein è la politica. Dopo la rovinosa sconfitta del centrosinistra alle elezioni politiche del 2022, col Pd guidato da Enrico Letta, il Partito democratico ha scommesso su di lei per cercare di tornare a battere, nelle urne, Giorgia Meloni e l'alleanza di centrodestra. Sinora non è andata benissimo la scommessa visto che il governo è arrivato al suo quarto anno di legislatura e, nel centrosinistra, i lavori per il campo largo sono ancora in corso. Mettere insieme Pd, 5 Stelle, AvS di Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, almeno un pezzo di centro come Matteo Renzi, non è cosa facile. Quel che è certo è che, se guardiamo alla biografia politica della Schlein, la sua sensibilità pare guardare assai più a sinistra che al centro. Volontaria nel 2008 per la campagna presidenziale di Barack Obama negli Stati Uniti, nel 2013 entra nel Pd e nel 2014 viene eletta al Parlamento europeo. Alle regionali del 2020 si presenta in Emilia-Romagna nella lista Emilia-Romagna Coraggiosa, viene eletta all'Assemblea regionale e assume gli incarichi di vicepresidente e di assessore al contrasto alle diseguaglianze e alla transizione ecologica. Nel 2022 è eletta alla Camera dei Deputati e nello stesso anno si candida alla segreteria del partito. Nel 2023 vince le primarie del Partito democratico e diventa la prima donna a guidarlo.
Schlein, l'incubo e la leadership a rischio: da Civati a Meloni, tutte le scommesse perse
Se fosse un quiz in stile Mike Bongiorno - da lassù il conduttore ci perdoni - le domande ai concorrenti per indovinare il personaggio di cui c...







