Istituzioni, mondo della cultura e rappresentanti del settore agricolo hanno salutato la scomparsa di Carlo Petrini, ricordando l’uomo che ha rivoluzionato il nostro rapporto con il cibo e con la terra. Tra le prime e più toccanti testimonianze c’è quella di padre Antonio Spadaro, sottosegretario al Dicastero vaticano della Cultura. Affidando il suo messaggio ai canali social, il gesuita si è rivolto direttamente al fondatore di Slow Food: “Addio, Carlìn! Sei stato un vero amico su questa terra madre. Con Papa Francesco avevi trovato una sintonia profonda”. Spadaro ha poi voluto ringraziare Petrini per la sua sensibilità artistica e umana: “Grazie anche per aver sostenuto la visione della poesia del Pontefice. Anche perché, per te, la vita stessa era una poesia”.

Il dolore e il rispetto sono particolarmente vivi nei territori che Petrini ha vissuto e trasformato. Per il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, questa perdita è estremamente dolorosa: “Con Slow Food, Terra Madre e l’Università di scienze gastronomiche di Pollenzo, Petrini ha costruito un pezzo fondamentale dell’identità odierna del Piemonte, esaltandone l’eccellenza agricola ed enogastronomica”. Parole di profonda stima sono arrivate anche dal governatore del Veneto, Alberto Stefani, che ha sottolineato la portata culturale della sua opera: “Carlin Petrini è stato capace di trasformare il cibo in rispetto per la terra. Il Veneto gli deve molto: grazie alla sua intuizione e al movimento Slow Food sono state salvaguardate produzioni uniche e biodiversità che rappresentano l’anima più autentica dei nostri territori”.