Il Politecnico ha ospitato un workshop dedicato allo sviluppo degli accordi di doppio titolo a livello di Dottorato di ricerca, con otto docenti provenienti da cinque prestigiose università partner latinoamericane, situate in tre diversi Paesi tra i più rilevanti nella regione: Brasile, Cile e Colombia.L’iniziativa si inserisce nell’ambito del progetto PNRR Transnational Education HerIT4Future, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), incentrato sul rafforzamento della collaborazione con università latinoamericane. Il progetto è coordinato dall’Università di Bologna, con il Politecnico di Torino responsabile del Work Package 9 – Energy for Future, sotto la direzione scientifica del professor Roberto Zanino del Dipartimento Energia “Galileo Ferraris” (DENERG) – presidente della rete Magalhães e Consigliere del Rettore per i rapporti con le reti universitarie europee e internazionali e per il progetto Unite!.“Questo workshop rappresenta il coronamento di un percorso avviato nell’agosto 2025 con il Workshop on PoliTo–LAC Collaboration on Energy PhD, che si è svolto presso la Universidad de Chile, e proseguito nel novembre 2025 con l’Advanced Skills Course tenutosi al Politecnico di Torino sul tema Sustainable Energy Transition: PoliTo–Latin America Collaboration towards Joint PhD Initiatives – dichiara Zanino – La combinazione di iniziative bottom-up da parte dei ricercatori e del coinvolgimento top-down della governance delle diverse Scuole di Dottorato si è dimostrata un approccio efficace. Ci auguriamo che ciò contribuisca a rafforzare ulteriormente la collaborazione tra il Politecnico di Torino e queste importanti università non solo nell’ambito del Dottorato, ma anche nella ricerca e nell’innovazione in senso più ampio, costituendo al tempo stesso un modello replicabile che possa coinvolgere ulteriori università europee e latinoamericane della rete Magalhães”.Le attività del WP9 si sono concentrate sul rafforzamento delle collaborazioni a livello di dottorato con alcune delle istituzioni partner coinvolte nell’iniziativa. Il workshop ha visto la partecipazione di università partner sia del progetto HerIT4Future, che della Rete Magalhães: Pontificia Universidad Javeriana (Colombia), Universidad de Chile (Cile), Universidade Estadual de Campinas (Brasile), Universidade de São Paulo (Brasile) e Universidade Federal do Rio de Janeiro (Brasile).Sebbene inizialmente incentrate sull’ingegneria energetica, le attività sono state successivamente estese a tutti gli ambiti dell’ingegneria, ampliando in modo significativo le prospettive e le opportunità di collaborazione.Durante il workshop, i docenti latinoamericani hanno preso parte a incontri istituzionali con il professor Stefano Grivet-Talocia, Direttore della Scuola di Dottorato, e con il Nucleo Dottorato, finalizzati sia all’avvio di nuove negoziazioni sia alla finalizzazione di accordi già in fase avanzata, come nel caso della Universidad de Chile e della Universidade de São Paulo, con le quali si prevede di giungere alla firma degli accordi nei prossimi mesi, consolidando così collaborazioni già ampiamente avviate.“L'internazionalizzazione dei programmi di dottorato è uno degli obiettivi strategici più importanti della Scuola di Dottorato del Politecnico di Torino – ha commentato il professor Grivet Talocia – Gli scambi bilaterali di dottorandi nell'ambito dei programmi di Doppio Titolo rappresentano un primo passo che può portare a collaborazioni di ricerca strutturate con le università partner. Per questo motivo la Scuola di Dottorato sta dedicando risorse importanti allo sviluppo di accordi quadro con partner strategici come le università latinoamericane che hanno visitato il Politecnico di Torino per questo workshop. Le negoziazioni sono state molto efficaci durante gli incontri; non vediamo l’ora di passare a alla fase di implementazione e al reclutamento della prima coorte di dottorandi che viaggerà beneficiando di questi programmi di doppio titolo”.Il programma ha inoltre previsto incontri con coordinatori e coordinatrici dei collegi di Dottorato nei diversi ambiti scientifici, che hanno favorito un confronto più mirato sulle specificità dei singoli percorsi formativi e sulle possibili linee di collaborazione nella ricerca. A ciò si sono aggiunte visite ai laboratori del Politecnico, organizzate dagli stessi coordinatori, che hanno offerto un’occasione concreta di conoscenza delle infrastrutture di ricerca e delle attività in corso.Queste attività hanno contribuito a rafforzare in modo significativo le relazioni tra le comunità accademiche coinvolte, favorendo la creazione delle condizioni per una rapida e concreta attuazione degli accordi attualmente in fase di definizione.Il professor Marcio Lobo Netto, che ha rappresentato l’Universidade de São Paulo al workshop in qualità di Presidente del Comitato per le Relazioni Internazionali della sua Escola Politécnica, e che è inoltre membro dello Steering Committee della Rete Magalhães, aggiunge: “Sono orgoglioso di far parte del gruppo di lavoro di questo workshop, che ci ha offerto l’opportunità di approfondire la qualità dell’offerta formativa del Politecnico, nonché di apprezzarne le sue eccellenti strutture e laboratori. L’obiettivo principale dell’iniziativa consiste nel discutere l’attivazione di doppi titoli a livello di dottorato tra le nostre università, in linea con uno degli obiettivi della Rete Magalhães, attualmente presieduta dal Politecnico di Torino. In questo contesto, è stato possibile avviare discussioni bilaterali sulle procedure necessarie per sviluppare tale cooperazione, inclusa la predisposizione anticipata degli accordi che ne guideranno l’attuazione. È importante sottolineare come un’iniziativa di questo tipo miri a definire un quadro istituzionale in grado di rendere più semplice e rapido il processo di ammissione degli studenti di dottorato a questo programma. La collaborazione solida e consolidata tra il Politecnico e le altre università coinvolte, attraverso lo scambio di studenti e i programmi di doppio titolo a livello di laurea e laurea magistrale, ha svolto un ruolo determinante in questo percorso. Sono convinto che i risultati di questa iniziativa contribuiranno a rafforzare ulteriormente la cooperazione tra i docenti delle nostre università, favorendo al contempo la formazione di nuovi dottori in ingegneria di alto livello”.