Per oltre tre miliardi di anni la Terra è stata, di fatto, un pianeta microbico. Poi qualcosa è cambiato. Non gradualmente, non in modo impercettibile, ma abbastanza da lasciare un segnale netto nella storia geologica: la comparsa dei primi organismi grandi, complessi e inequivocabilmente animali. E oggi, grazie a una nuova serie di fossili scoperti nel Canada nord-occidentale, quella transizione potrebbe dover essere riscritta ancora una volta, arretrando di almeno 5-10 milioni di anni rispetto alle stime precedenti.

Il sito, descritto dai ricercatori come eccezionalmente ricco, contiene più di 100 fossili appartenenti a organismi vissuti circa 567 milioni di anni fa. Tra questi, sei taxa mai documentati prima in Nord America e specie che appartengono a una fase cruciale dell’evoluzione animale: quella in cui la vita smette di essere esclusivamente microscopica e inizia a sviluppare corpi complessi, movimenti autonomi e interazioni ecologiche più articolate.

Il punto di svolta: quando gli animali diventano “visibili”

“Per 3 miliardi di anni la vita sulla Terra è stata dominata dai microbi”, ha spiegato Scott D. Evans, coautore dello studio pubblicato su Science Advances. “Poi, all’improvviso, sono comparsi questi strani animali marini, abbastanza grandi da essere visti e capaci di comportamenti che oggi ci risulterebbero familiari”. È proprio questa “improvvisa” comparsa a rappresentare uno dei grandi enigmi della paleontologia: quando e come la vita abbia compiuto il salto verso forme multicellulari complesse. I nuovi fossili canadesi si inseriscono in questa finestra temporale critica, il periodo Ediacarano (635-541 milioni di anni fa), quando i primi ecosistemi animali iniziano a strutturarsi negli oceani.