Il Presidente dell’Eurogruppo: la crisi energetica non diventi fiscale«Abbiamo visto cosa sta accadendo» sugli spread e «stiamo cercando di trovare un equilibrio» sostenendo da un lato «i nostri cittadini, le nostre società, i più vulnerabili e dall'altro non dobbiamo permettere che questacrisi energetica si trasformi in una crisi fiscale». Lo ha detto il presidente dell'Eurogruppo Kyriakos Pierrakakis a Nikosia. Se Hormuz «non dovesse riaprire presto, giugno sarà peggiore di maggio e luglio peggiore di giugno». «Misure di flessibilità sono già state implementate a livello nazionale, in base alle capacità fiscali di ciascuno Stato membro» ma «la situazione fiscale è peggiore rispetto al 2022».

L’Europa verso un avvio in rialzo sulle rinnovate speranze di accordo Usa-IranLe Borse europee si preparano a un avvio in rialzo nell'ultima seduta della settimana, in scia al buon andamento dell'Asia e alla seduta di ieri di Wall Street dove i listini, dopo aver cambiato più volte direzione, hanno chiuso positivi, con il Dow Jones che ha registrato una chiusura record. Così ifuture sull'EuroStoxx 50 avanzano dello 0,75% e quelli sul Ftse Mib dello 0,1%, in linea con gli altri listini del continente. Il mercato guarda con rinnovata fiducia al Medio Oriente: dopo che ieri la Guida Suprema iraniana ha emesso una direttiva per mantenere l'uranio arricchito all'interno del Paese, preoccupando gli investitori, il presidente americano Donald Trump ha alimentato nuovamente le speranze di pace parlando di fasi finali dei negoziati. I colloqui, dunque, sono ancora in corso tra Iran e Stati Uniti, con la mediazione del Pakistan, e riguardano «la cessazione delle ostilità su tutti i fronti, compreso il Libano», ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei. Intanto pero' lo stretto di Hormuz continua a restare chiuso e il prezzo del petrolio ha ripreso il suo rally: il Brent sale del 2,55% a 105,2 dollari al barile, mentre il Wti avanza del 1,98% a 98,26 dollari. Il timore che lo shock energetico possa portare a una fiammata dell'inflazione, e di conseguenza a un rialzo dei tassi da parte delle banche centrali, spinge i rendimenti sull'obbligazionario, che restano osservati speciali anche nella seduta di oggi.