Come è ormai chiaro a tante aziende, fare Open Innovation non vuol dire “solo” confrontarsi con le startup, sviluppare POC e lanciare call4. Oggi più che mai si parla di ecosistema di innovazione, del valore che la community che un’azienda costruisce intorno a sé può portare in termini di cultura imprenditoriale, crescita e visione del futuro. Il Gruppo Loccioni, fondato ad Angeli di Rosora (Ancona, Marche) nel 1968 da Enrico Loccioni e dalla moglie Graziella, è tra le imprese pioniere di questa filosofia.Il Gruppo sviluppa e produce sistemi di misura e controllo per il miglioramento della qualità, dell’efficienza e della sostenibilità di prodotti, processi ed edifici. Esempio d’eccellenza di open company, Loccioni negli anni si è presa cura del territorio circostante, valorizzandone la cultura benedettina e contadina con focus principale sulla sensibilizzazione ambientale. L’impresa registra oggi un fatturato che supera i 130 milioni di euro e oltre 450 collaboratori, è attiva in 45 Paesi ed è stata per più anni nominata Great Place to Work.Per questo motivo l’Osservatorio Startup Thinking del Politecnico di Milano ha voluto riportare, dopo la prima visita sei anni fa, la propria community di imprese partner alla scoperta di questo modello, in una due giorni di discovery session “Startup Thinking Exploring Loccioni” che ha coinvolto 40 Innovation manager di 21 aziende diverse: Amadori, Banca Finint, BNL PNP Paribas, Bticino, CDP, Chiesi, Enav, Enel, Eni, Gruppo Enercom, IBSA, Inail, Irinox, Iveco Group, Lactalis Italia, Leonardo, Pirelli, Poste Italiane, Prysmian Group, Svicom, Terna.Indice degli argomenti
Innovazione nelle Marche: come funziona l’open company Loccioni
Loccioni, che produce sistemi di misura e controllo in provincia di Ancona, sta costruendo un ecosistema di innovazione: il campus, i labs, i progetti






