Le epidemie zoonotiche nascono quasi sempre dall’intreccio di molti fattori ma la crisi climatica sta cambiando lo sfondo su cui questi fattori agiscono. Secondo alcune ricerche scientifiche, temperature più alte, variazioni delle precipitazioni e siccità possono modificare sopravvivenza, riproduzione e spostamenti dei roditori e di altri animali, con il rischio di focolai sempre più frequentiLa crisi climatica è anche una questione di malattie infettive: il riscaldamento globale cambia le condizioni in cui alcune patologie emergono, si diffondono e raggiungono nuove aree. Tra queste, le zoonosi: malattie causate da patogeni che circolano negli animali e che, in determinate circostanze, possono essere trasmesse agli esseri umani. È accaduto con il Covid-19, accade con Ebola, con alcune influenze aviarie e con le infezioni da hantavirus. Questo non significa che ogni focolaio possa esPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Novella GianfranceschiNovella Gianfranceschi è una giornalista freelance con una laurea in Biodiversità ed evoluzione biologica. Si occupa principalmente di crisi climatica e questioni ambientali. Collabora con diverse testate e lavora anche nel campo della comunicazione e dell’editoria
Ebola e hantavirus, così la crisi climatica alimenta le zoonosi
Le epidemie zoonotiche nascono quasi sempre dall’intreccio di molti fattori ma la crisi climatica sta cambiando lo sfondo su cui questi fattori agiscono. Secondo alcune ricerche scientifiche, temperature più alte, variazioni delle precipitazioni e siccità possono modificare sopravvivenza, riproduzione e spostamenti dei roditori e di altri animali, con il rischio di focolai sempre più frequenti









