Energia 08 maggio 2026 L’esecutivo vorrebbe spostare i fondi aggiuntivi per la difesa sullo sconto ai prezzi dei carburanti, ma per farlo serve l’approvazione della Commissione Ue ANSA Il 28 aprile la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, durante la conferenza stampa di presentazione del decreto legge “Lavoro”, ha parlato di come il governo potrebbe trovare delle risorse economiche per finanziare future misure contro il caro energia. A questo proposito, durante la conferenza Meloni ha citato il fatto che lo scorso anno il Parlamento «aveva già autorizzato il governo» a sostenere una spesa aggiuntiva rispetto alle regole europee sul deficit per «spese di difesa e sicurezza, pari allo 0,15 per cento del prodotto interno lordo, circa 3,7 miliardi».
«Se oggi lei chiede a me che cosa siano le “spese di difesa e sicurezza”, il tema energetico ci sta dentro», ha aggiunto Meloni. In pratica, secondo la presidente del Consiglio la spesa aggiuntiva concessa dall’Unione europea per la difesa potrebbe essere dirottata per finanziare misure contro il caro energia, dal momento che questo tema sarebbe in qualche modo inerente alla sicurezza del Paese. Si tratta di una posizione politica che il governo sta attivamente portando avanti in sede europea, ma il cui esito resta incerto.La deroga dell’anno scorso Meloni nel suo intervento ha fatto riferimento alle risoluzioni parlamentari con cui lo scorso settembre è stato approvato il Documento programmatico di finanza pubblica (DPFP) 2025, cioè il testo che definisce gli obiettivi economici del governo. In quel documento era presente anche un passaggio sull’aumento della spesa per la difesa, che «secondo una proiezione realistica», salirebbe in rapporto al PIL «di 0,15 punti percentuali all’anno nel 2026 e nel 2027 e di 0,2 punti nel 2028».











