Altre due settimane di sconto. Il provvedimento per prorogare lo sconto sulle accise per benzina e diesel sarà approvato dal consiglio dei ministri di oggi. Lo ha confermato lo stesso ministero dell'Economia e delle finanze.Lo schema dovrebbe essere lo stesso di quello attualmente in vigore. Uno sconto più consistente per il gasolio, 24,4 centesimi al litro, e uno ridotto per la verde, 6,1 centesimi al litro. Il taglio delle accise durerà due settimane, fino all'8 giugno. Una sorta di "ponte" per attendere che la Ragioneria generale dello Stato possa certificare gli incassi extra dell'Iva dovuti proprio al caro carburanti e "restituire" le somme agli automobilisti tramite la riduzione delle accise.
Il costo di questo "ponte" è stimato in circa 260 milioni di euro. Sul tavolo del consiglio dei ministri non ci sarà solo questo. Ci sarà anche la replica del credito d'imposta già introdotto per gli acquisti di carburanti degli autotrasportatori realizzati fra marzo e maggio. Uno "sconto" per altri due mesi per il quale servirà un centinaio di milioni di euro ancora e che, nelle intenzioni del governo, dovrebbe servire per scongiurare il blocco dei Tir. La decisione dovrebbe essere annunciata agli autotrasportatori oggi, durante il tavolo già convocato a Palazzo Chigi con la categoria per ascoltarne le proteste e le richieste.Si tratta ovviamente, di un provvedimento «tampone», in attesa che si possa in qualche modo sbloccare la trattativa in corso con la Commissione europea sulle deroghe al Patto di Stabilità. È questa l'altra istanza, in effetti, che il ministero dell'Economia ha portato al Festival dell'Economia di Trento, organizzato dal Sole24Ore e Trentino Marketing. «Questi negoziati sono lunghi, richiedono tante spiegazioni anche in sedi anche non ufficiali. Io sono qui a Cipro e non è un tema all'ordine del giorno ma se ne parla a latere.Il Mef si dichiara «ottimista», rispetto all'accoglimento della proposta italiana. Anche perché, spiega, si tratta di una «proposta razionale». Anche perché, è la linea italiana, l'Europa non può pensare di intervenire soltanto quando il «malato è moribondo». «Noi», ha detto ieri Giorgia Meloni parlando a Coldiretti, «stiamo cercando, a 360 gradi, di chiedere all'Europa una velocità nella sua capacità di reazione sul tema dell'energia».IL PASSAGGIO L'idea portata avanti dal governo è abbastanza semplice. Usare i margini consentiti dalla Commissione oggi solo per le spese della difesa, anche per fronteggiare la crisi energetica. In modo «equilibrato», spiega il ministero dell'Economia. Iniziare nel 2026 a finanziare le misure necessarie a contenere i costi della crisi di Hormuz, per poi nel 2027 concentrarsi soprattutto sugli armamenti e sul rispetto degli accordi con la Nato. Da Trento è arrivato anche un commento alle previsioni di primavera diffuse ieri dalla Commissione europea. Dati considerati «positivi», quasi «sorprendenti», se si guarda il contesto nel quale ci troviamo. Il contesto è quello della guerra in Medio Oriente. Che se dovesse continuare, avrà «conseguenze molto serie» sull'economia.















