Per una nomina che non viene ancora decisa in Italia - quella di presidente della Consob - un’altra, a livello europeo, si profila, quella di presidente dell’Esma, l’istituzione di Vigilanza sui mercati che è l’interfaccia europea della Consob medesima e delle consorelle.

Per la designazione al vertice Esma - sulla quale deciderà il Consiglio europeo e vi sarà il vaglio dell"Europarlamento - i candidati sono due: l"italiano Carlo Comporti, commissario Consob e titolare di diversi incarichi europei, e Karen Dortea Abelskov, ex vice direttore generale dell’Organo di vigilanza danese Fsa, ora con l"incarico di segretario di Stato del ministero dell"Industria.

Le recenti esclusioni italiane È sperabile che non sia un bis in idem del caso Carmine Di Noia, all"epoca sostenuto all"unanimità dalla struttura interna dell"Authority, ma superato da Verena Ross, il cui incarico scadrà il primo novembre, per spartizioni politiche di cariche europee, le quali finirono con il mettere in secondo piano la competenza, e per un non deciso sostegno da parte del governo italiano.

Ora Comporti, come all"epoca Di Noia, ha tutti i requisiti per ricoprire la carica.

In più, negli ultimi tempi all"Italia prima è stata negata la fissazione della sede dell"Antiriciclaggio, l"Amla, anche se alla presidenza di questa è poi stata nominata, per merito comparativo, dopo una rigorosa selezione, l"italiana Bruna Szego; poi si è del pari esclusa l"Italia come sede dell"Authority europea delle Dogane,che sembrava invece acquisita, e si è preferita la Francia.