Comincia la grande partita delle nomine, che quest’anno investirà le maggiori società partecipate dallo Stato e caselle di vertice di varie Authority. Si dovrebbe iniziare oggi con la presidenza della Consob: nella riunione del Consiglio dei ministri convocata per il pomeriggio dovrebbe essere esaminata la designazione del successore di Paolo Savona, in scadenza il prossimo 8 marzo. La persona designata è il sottosegretario al ministero per l’Economia, Federico Freni, a conferma delle indiscrezioni che da settimane lo accreditano come la candidatura in pole position per quel ruolo. Freni è espressione della Lega, così come lo è il predecessore Paolo Savona: fu la Lega che lo propose per la presidenza della Consob, per la quale lasciò l’incarico di ministro per gli Affari europei.

La decisione di portare ora la designazione all’esame dell’Esecutivo esprime la determinazione del Governo di garantire l’entrata in carica del nuovo presidente in concomitanza con la scadenza del predecessore, per evitare lunghi periodi in cui il collegio sia costretto a deliberare con quattro componenti, come del resto avvenuto più volte in passato, anche prima che fosse scelto Savona. La nomina del presidente Consob, come del resto quella dei presidenti delle altre Authority indipendenti, richiede tempi lunghi: dopo la designazione del Consiglio dei Ministri, la proposta deve ottenere i pareri non vincolanti delle commissioni parlamentati competenti. La formalizzazione avviene attraverso un decreto del presidente della Repubblica, che deve essere registrato dalla Corte dei conti. L’iter non è breve e richiede in genere almeno un mese. Ecco perché il Governo si muove in anticipo.