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20 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 20:13
Fatta, quasi fatta, slittata. O saltata definitivamente? Di certo la ratifica della nomina di Federico Freni come nuovo presidente della Consob oggi non c’è stata. Il motivo? Uno scontro tutto politico all’interno del centrodestra. La scelta del sottosegretario all’Economia e deputato della Lega, del resto, sembrava imminente o, meglio ancora, cosa fatta, come del resto annunciato dai giornali oggi in edicola. Alla fine però il consiglio dei ministri nel pomeriggio ha congelato tutto, rinviando la decisione almeno di una settimana. Attualmente il numero uno della Consob è Paolo Savona, il cui incarico alla guida della Commissione nazionale per le società e la Borsa, iniziato nel 2019 con il primo governo Conte (Lega-M5s), scadrà a inizio marzo. Il Cdm che ha sancito lo slittamento della nomina è durato appena 20 minuti, ma è stato tutt’altro che tranquillo. A un certo punto da alcune fonti di governo è filtrata la decisione di avviare la procedura di nomina di Freni a “componente” della Consob, ma poco dopo è emerso che la delibera sul tema è stata rinviata. Il motivo? Secondo fonti del centrodestra, anche per approfondimenti sul requisito di indipendenza del futuro presidente. In tutto ciò, Antonio Tajani e Forza Italia hanno rivendicato di aver bloccato la nomina di Freni a presidente, senza avere nulla in contrario a un suo incarico da consigliere. Sullo sfondo, tensioni politiche intuibili dalle dichiarazioni che hanno preceduto la riunione dei ministri.












