HomeFirenzeCronacaIndiano, stop alla baraccopoli. Sgomberato il villaggio abusivo. Maxi bonifica in 10mila metri quadriIn una vasta area sotto al viadotto erano spuntati una trentina di capanni adibiti ad abitazioni. Si stimano 250 tonnellate di rifiuti, una coppia di sudamericani presa in carico dai servizi sociali.In una vasta area sotto al viadotto erano spuntati una trentina di capanni adibiti ad abitazioni. Si stimano 250 tonnellate di rifiuti, una coppia di sudamericani presa in carico dai servizi sociali.Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguicidi Carlo Casini
Una maxioperazione di sgombero, bonifica e presa in carico di chi ci viveva, quella iniziata ieri sotto al ponte all’Indiano all’Argingrosso. Che nella campagna malsana tra Arno e Greve spuntino baraccopoli come funghi, che sia rifugio di emarginati, non è una novità; neppure lo è che qui da secoli la città esili chi non vuol vedere nel salotto e ci vada chi non vuol farsi vedere dalla città con gli scarichi di rifiuti. Lo ricorda il toponimo di Sardigna, in antica accezione di terra insalubre, malarica, discarica di rifiuti, carogne di bestiame e appestati. Si ha vaga percezione del degrado abbassando lo sguardo quando si corre veloce sull’Indiano. Ma che attorno ai piloni, tra sterpaglie, orti, depositi di ferrivecchi ci sia una tale estensione del problema lo si realizza solo lasciando via dell’Isolotto per addentrarsi nel sentiero che costeggia il ponte. Si stenta a credere possa essere campagna periurbana di Firenze piuttosto che di Mumbai: capre, pecore, polli, faraone pascolano tra le montagne di rifiuti accumulati dal bobcat. Spunta di tutto: laterizi, lamiere, scarti industriali, elettrodomestici, materassi, cavi, pneumatici, perfino carcasse di auto. Le papere sguazzano in uno stagno putrido creato da uno scarico. I terreni celati da canne, rovi e vitalbe ieri con i cancelli aperti lasciavano vedere l’emarginazione e il degrado: una trentina di capanni di fortuna che la ruspa tira giù. Una donna peruviana piange, sa che tra poco sarà il turno di quella che lei nonostante tutto chiama casa. Ma da parte del Comune è scattata la macchina per trovare una sistemazione decorosa. Presenti la sindaca Sara Funaro, la vicesindaca Paola Galgani e il presidente di Quartiere 4 Mirko Dormentoni.











