Il Comune porta a casa anche il secondo round nella "battaglia" a cinque zeri contro i proprietari degli ex Salesiani. L’ente, difeso dall’avvocato Marco Orzalesi, contesta alla società "Borgo Versiliano" il mancato versamento dell’Imu per una cifra complessiva di circa 500mila euro, in un arco temporale che va dal 2012 al 2019, con la commissione tributaria regionale che in secondo grado ha rigettato i ricorsi della società come aveva già fatto in primo grado la commissione tributaria provinciale. Ma la "Borgo Versiliano", difesa dagli avvocati Ilaria Giannecchini e Irene Avanzini, non si dà per vinta e ha deciso infatti di ricorrere in terzo grado (Cassazione) per ribaltare le prime due sentenze, con l’udienza fissata venerdì 29.
A livello giudiziario la vicenda va suddivisa in quattro "tranche". La causa per le annualità 2012-2013-2014 è una sola e sarà discussa venerdì 29, e lo stesso giorno è in agenda anche la seconda causa per il 2015: messe insieme riguardano pagamenti dell’Imu per circa 260mila euro. In Cassazione è attesa anche la terza causa, legata al 2017 e 2018, ma ancora senza la data dell’udienza, mentre il quarto ricorso, per il 2019, è ancora nella fase del primo grado. In queste ultime due cause sono in ballo altri 140mila euro di Imu, portando come detto il totale a mezzo milione che il Comune ritiene di dover legittimamente incassare. Invece secondo "Borgo Versiliano" gli avvisi di accertamento costituirebbero un "indebito arricchimento" in quanto, secondo loro, essendo l’immobile inagibile hanno diritto a una riduzione del 50% in base a un’apposita normativa. Da una parte, quindi, c’è il Comune che ha impugnato tutte le annualità in questione, dall’altra invece ci sono i proprietari degli ex Salesiani che considerano le pretese del Comune "infondate" e ritengono che le sentenze si basano "su un’erronea lettura del dato storico e normativo".







