HomePistoiaCronacaL’architettura immaginaria di Andreini nel nuovo libro edito da MetileneNelle sue piazze c’è un insolito silenzio, di quelli che alla mente verrebbe da associare d’istinto alle atmosfere metafisiche alla...Nelle sue piazze c’è un insolito silenzio, di quelli che alla mente verrebbe da associare d’istinto alle atmosfere metafisiche alla...Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciNelle sue piazze c’è un insolito silenzio, di quelli che alla mente verrebbe da associare d’istinto alle atmosfere metafisiche alla De Chirico. Sono piazze – ma sono anche paesi oppure strade – svuotate completamente dalla presenza umana, perché chi le guarda possa compiere un pieno esercizio di libertà. Cioè scegliere di immaginare storie, di passeggiare e muoversi egli stesso dentro quell’immagine, tante volte per quante immagini custodisce la raccolta "L’isola immaginaria. Piazze, strade, edifici nel paesaggio naturale" (Metilene, 2026) nuovo libro di Mauro Andreini, risultato di tutta quelle serie di recenti viaggi compiuti intorno all’architettura immaginaria.
Il percorso di Andreini, da sempre concentrato principalmente sull’architettura costruita, si dedica da tempo all’esplorazione di "nuove possibilità". E lo fa a partire dal disegno, strumento che diventa sì progetto reale secondo i canoni della professione, ma che può anche dar seguito a una visione. Più di una, in verità, essendo il campo della visione per sua stessa natura sconfinato, orientato a una dimensione che supera la rigidità progettuale aprendosi anche all’impossibile. Ne "L’isola immaginaria" c’è una convivenza tra disegno manuale e disegno digitale, quindi acquerelli ed elaborazioni al computer, che insieme concorrono alla costruzione di una "possibile idea di città-parco, diffusa e immersa nel paesaggio naturale. Un abitare sparso, senza un preciso piano urbanistico e senza distinzione tra centro e periferia. È un’isola immaginaria raffigurata da una moltitudine di disegni".












