I dipendenti pubblici hanno diritto a percepire le indennità salariali durante le ferie. Lo stabiliscono due sentenze pubblicate da poco delle Corti d’Appello di Torino (numero 87/2026) e di Roma (numero 2737/2026), che si sono pronunciate sui ricorsi presentati dalla Uil Fpl. Pronunce che «confermano un principio destinato a cambiare la busta paga di centinaia di migliaia di dipendenti pubblici: durante le ferie si ha diritto a percepire non solo la retribuzione base, ma anche tutte le indennità accessorie collegate alla prestazione, dall’indennità di turno a quella di servizio notturno, festivo e di terapia intensiva», afferma Rita Longobardi, segretaria generale Uil Fpl e reggente Uil Pa. Gli addetti, entrambi lavoratori nel comparto della sanità pubblica, hanno ottenuto nel caso della Asl di Vercelli, quasi 1.500 euro di differenze retributive per il periodo 2019-2024 – il riferimento è al periodo di ferie di quattro settimane, in tutti gli anni considerati –. Mentre a Roma poco più di 1.900 euro per lo stesso quinquennio. «Queste due pronunce - afferma la sindacalista - rappresentano un punto di svolta. Infatti, per la prima volta due tra le più importanti Corti d’Appello italiane convergono sul lavoro pubblico, applicando in modo rigoroso l’articolo 7 della direttiva 2003/88/CE e l’orientamento ormai consolidato della Corte di Cassazione. Le pubbliche amministrazioni non possono più trincerarsi dietro i vincoli di bilancio o le peculiarità del rapporto di pubblico impiego». Secondo Longobardi, «il principio affermato è chiaro. Rientra nella retribuzione feriale qualsiasi voce che si pone in rapporto di collegamento funzionale con l’esecuzione delle mansioni e che sia correlata allo status personale e professionale del lavoratore. Una busta paga decurtata durante le ferie produce un effetto dissuasivo sulla fruizione del riposo annuale, in contrasto con il diritto europeo e con l’articolo 36 della Costituzione». «Vigileremo - conclude - affinché in tempi rapidi le pubbliche amministrazioni applichino senza ulteriori indugi il principio affermato dalle due corti».