Iglesias. 22 maggio 2026 alle 00:35Sarà una delle nuove proposte per Monumenti aperti in programma da oggi
L’episcopio della diocesi di Iglesias apre eccezionalmente le sue porte e lo fa in occasione dell’edizione 2026 di Monumenti Aperti nella città mineraria. Un’apertura definita “storica” dagli organizzatori, che consentirà ai visitatori di scoprire ambienti, normalmente non visitabili dal pubblico, e opere legati alla memoria religiosa e civile della città. «È importante sottolineare la disponibilità della diocesi – spiega l’assessora alla Cultura Carlotta Scema – che ha scelto di condividere una parte significativa del proprio patrimonio storico, artistico e culturale, strettamente legato alla storia di Iglesias».
L’attesa
In città è attesa per domani e domenica 24 la trentesima edizione di Monumenti aperti, con un programma che coinvolgerà scuole, associazioni, enti culturali e volontari. I 29 tra siti e monumenti saranno visitabili gratuitamente dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 20, salvo diverse indicazioni per alcuni siti. Oltre all’episcopio, il pubblico potrà visitare la cattedrale di Santa Chiara e il suo campanile, il castello Salvaterra, le mura pisane, piazza La Marmora, piazza Quintino Sella, il museo Scu.di.mi di Monteponi, il museo della Cultura speleologica, il rifugio antiaereo, l’Istituto Minerario Asproni Fermi con le sue gallerie sotterranee, l’Archivio storico minerario dell’Igea, il museo della Memoria del lavoro minerario di Nebida, l’Archivio storico comunale, la biblioteca Nicolò Canelles, il palazzo civico, il museo Remo Branca, il museo del Costume e delle Tradizioni sarde “Su muerreddu”, il teatro Electra e tanti altri luoghi simbolo della memoria cittadina. «Sarà un’edizione molto partecipata e sentita. – dice l’assessora - i nostri siti storici saranno visitabili grazie al lavoro congiunto delle associazioni culturali e degli istituti. Quest’anno abbiamo registrato un entusiasmo davvero molto forte, sia da parte delle associazioni sia soprattutto delle scuole».














