L’evento 22 maggio 2026 alle 00:39Alle 15 le otto barche si affrontano davanti a Sant’Elia Outerridge (New Zealand): «Entriamo in acque nemiche»

Al termine di una giornata che catapulta Cagliari nella dimensione di un evento internazionale del massimo livello, resta un un’immagine su tutte. Gli incroci furiosi tra ben otto di queste barche, capaci di sviluppare velocità molto superiori al vento, hanno impressionato chi le aveva viste soltanto in televisione. Gli AC40 che ieri sono scesi in acque in rappresentanza dei cinque team, per tre manche di prova, dal vivo lasciano senza fiato e preannunciano lo spettacolo che si scatenerà da oggi (ore 15) nello specchio d'acqua tra capo Sant’Elia e il porto. Chi già ieri si è arrampicato su quella costa, magari poco sotto il faro e con un binocolo o un teleobiettivo, ha avuto un’idea di cosa siano le barche di Coppa America. Chi invece ha potuto assistere alla conferenza stampa del mattino l’ha avuta di cosa sia l’evento-Coppa America, in termini di organizzazione. A terra, l’unico che rivaleggi con la velocità degli scafi su foil è Mirco Babini, il coordinatore organizzativo locale che corre da una parte all’altra, tra Sa Manifattura e il porto.