Per l’incriminazione di Raúl Castro i repubblicani esultano, mentre i democratici tacciono, e le voci critiche arrivano solo da ambienti progressisti e dai think tank. Il dipartimento di Giustizia ha svelato l’atto d’accusa contro l’ex presidente cubano e altri 5 imputati: cospirazione per uccidere cittadini statunitensi, distruzione di aeromobili e 4 capi d’imputazione per omicidio.
I fatti risalgono al febbraio del 1996, quando due aerei civili del gruppo cubano-americano Brothers to the Rescue che pattugliava lo Stretto della Florida in cerca di rifugiati, sono stati abbattuti da caccia cubani in acque internazionali, uccidendo 4 persone, 2 delle quali cittadini statunitensi.
L’annuncio è stato fatto dal procuratore generale facente funzioni Todd Blanche alla Freedom Tower di Miami, sito storico simbolo dell’esodo cubano verso la Florida. La scelta della data non è casuale: il 20 maggio 1902 segna la dichiarazione d’indipendenza di Cuba e la nascita della repubblica cubana. Ogni dettaglio è stato studiato per il pubblico di riferimento: la diaspora cubana della Florida, cuore del consenso Gop in uno stato chiave.
Per la comunità dell’esilio è un momento atteso da trent’anni. José Basulto, fondatore dei Brothers to the Rescue, ha commentato: «Era ora. Sono passati trent’anni. Fino ad oggi la giustizia ci era negata».











