L’offensiva americana contro Cuba si fa ancora più pressante. Il Dipartimento americano di Giustizia ha incriminato Raul Castro, 94anni, ex presidente cubano, fratello di Fidel (morto nel 2016). L’ipotesi di accusa si è trasformata in formalizzazione del procedimento. A Raul viene imputato l’abbattimento, negli anni ’90, di due aerei che trasportavano aiuti umanitari per i migranti, in cui morirono tre piloti americani. Le accuse sono relative a fatti avvenuti nel 1996.

Gli aerei abbattuti nel 1996

All’epoca dell’abbattimento degli aerei, Castro era Ministro della Difesa. I quattro membri dell’equipaggio – Armando Alejandre, 45 anni; Carlos Costa, 29 anni; Mario de la Peña, 24 anni; e Pablo Morales, 29 anni – persero la vita nell’incidente. Secondo indagini indipendenti condotte dalle Nazioni Unite, dalla Commissione Interamericana per i Diritti Umani (Cidh) e da altri enti, l’abbattimento è avvenuto indubbiamente in acque internazionali. Ciò ha trasformato l’incidente in “ attacco contro civili indifesi”. Non si è verificato, come affermato all’epoca da Cuba, sul territorio dell’isola, il che avrebbe costituito un legittimo atto di autodifesa. Fidel Castro dichiarò che il governo cubano aveva sostenuto che l’attacco fosse una risposta legittima all’intrusione degli aerei nello spazio aereo cubano.