Giù in ginocchio, fronte a terra, con le mani dietro la schiena. Proprio come gli attivisti della Global Sumud Flotilla fermati da Israele e derisi dal ministro Ben Gvir nel video che sta circolando sui social nelle ultime ore. Il flash mob organizzato da Global Sumud Veneto e svoltosi nella serata di oggi, 21 maggio, ha attirato sul Liston circa una quarantina di persone, «un numero che mi ha stupito in positivo», commenta Isabella Villa, rappresentante del gruppo.Dall’altoparlante risuonavano gli audio concitati dei momenti della cattura, mentre alcuni manifestanti, impersonando i militari israeliani, spingevano verso il basso la testa degli attivisti inginocchiati a terra, che tentavano simbolicamente di opporsi. La scena si è conclusa con tutti i partecipanti in piedi, uniti nel coro “From the river to the sea, Palestine will be free”. A chiudere la manifestazione sono state le note di Bella Ciao, tra cartelloni e bandiere palestinesi.«Volevamo mettere in scena tutta la violenza che abbiamo visto sugli schermi ultimamente, che mostra il vero volto di Israele - spiega Villa, a nome di Global Sumud Veneto -. Con fare arrogante e aggressivo, Ben Gvir ha camminato tra le nostre compagne della Flotilla, delle civili disarmate in missione umanitaria costrette a stare in ginocchio, con la fronte appoggiata al suolo».Secondo la rappresentante del gruppo, quanto accaduto sarebbe un tentativo di «umiliare una missione che ha l’unico scopo di rompere un assedio che dura da troppo tempo». Al centro della denuncia degli attivisti ci sono, inoltre, le condizioni della popolazione palestinese, che «versa in condizioni umanitarie e sanitarie catastrofiche».Parole di sostegno anche per i membri della Flotilla fermati dalle forze israeliane. «Non hanno ceduto alla violenza, hanno mostrato tutto il loro coraggio e la loro umanità - conclude Villa -. Ciò che è arrivato nelle case non è l’umiliazione che hanno subito, bensì il messaggio forte e potente che sono stati capaci di lanciare: noi siamo insieme, uniti per la liberazione della Palestina».