Un edificio raso al suolo da missili balistici o droni Shahed di tipo iraniano. Purtroppo si tratta di uno scenario ordinario in Ucraina ma, per fortuna, assolutamente inedito (quanto improbabile) in territorio Nato. Ma la Svezia non vuole correre rischi.
Così ha mostrato al segretario generale Mark Rutte un'esercitazione di evacuazione congiunta dei servizi civili e militari a margine della ministeriale Nato di Helsingborg. "La difesa, per noi, è un ampio sistema collettivo, non una funzione solo statale né una responsabilità esclusiva delle forze armate", ha spiegato il premier Ulf Kristersson. Beatrice Granlöf, 39 anni, nella sua vita di tutti i giorni lavora in banca ma si è aggiunta ai volontari della difesa civile che hanno preso parte all'esercitazione, grazie al suo addestramento di vigile del fuoco.
"Ho aggiornato le mie competenze grazie ad una formazione in ambito militare che non riceviamo durante l'addestramento ordinario", ha raccontato all'ANSA.
Ora è pronta, nel caso ci fosse una guerra o una crisi grave, ad entrare in azione. "Quando ho ricevuto gli ultimi aggiornamenti mi sono resa conto che la situazione è grave e di quanto sia importante collaborare e sostenerci a vicenda all'interno della comunità". Beatrice non batte ciglio. "Sappiamo cosa ci aspetta, sappiamo dove andare e cosa fare". È il concetto di 'difesa totale' che la Svezia intende insegnare agli alleati. E Rutte è rimasto molto colpito dall'esperienza.













