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Si riuniranno a Helsingborg, in Svezia, nella mattinata di oggi 22 maggio i ministri degli Esteri della Nato dopo le ripetute tensioni fra le due sponde dell'Atlantico. Da un lato il ritiro delle truppe Usa dalla Germania, dall'altro l'invio di 5.000 unita in Polonia in virtù del rapporto speciale col presidente Karol Nawrock e poi la flessione dei rapporti con l'Europa dopo il mancato sostegno nello Stretto di Hormuz. Questioni che il segretario dell'Alleanza, Mark Rutte, ha finora minimizzato a "normale amministrazione" perché l'importante è "che la deterrenza e la difesa complessiva rimangano forti". Per l'Italia, il titolare della Farnesina ribadirà la linea politica del paese e l'impegno agli sforzi multilaterali nel Golfo persico per il ripristino del transito sullo Stretto una volta finita la guerra. Al riguardo però, Tajani ha evidenziato un problema: "Non credo che possa essere la Nato a intervenire, anche perché c'è la Turchia che non sarebbe favorevole. Quindi dobbiamo trovare un'altra formula, un altro schema internazionale". Lo ha dichiarato il titolare della Farnesina, Antonio Tajani, arrivando alla riunione dei ministri degli Esteri della Nato a Helsingborg. Noi siamo assolutamente disponibili a partecipare a missioni internazionali sotto la bandiera dell'Onu, sotto la bandiera delle Nazioni dell'Unione Europea".










