All'evento Coldiretti la premier punzecchia l'Ue: «Si riveda l'organizzazione doganale del settore. Dobbiamo creare un equilibrio tra la difesa e la capacità di rispondere ai bisogni delle imprese e dei cittadini»

«I principi di reciprocità sono condizioni minime negli accordi di libero scambio. Chiediamo che l’Europa riveda la normativa doganale e il codice di riferimento, perché questo fa la differenza». Queste le parole della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in occasione dell’evento “Coldiretti forza amica del Paese – Salute, sicurezza, prossimità: l’Italia del cibo”, in corso a Brescia. La sovranità alimentare, per la premier, «è un pilastro del nostro lavoro». «Viviamo una stagione storica dove i mutamenti e le crisi geopolitiche riportano al centro del nostro dibattito il tema del cibo, delle catene di approvvigionamento e della sicurezza alimentare», ha osservato Meloni. Una nuova fase per l’Europa, secondo la premier, che non ha mancato nel suo discorso applaudito più volte a criticare anche la retorica ambientalista.

La sicurezza alimentare «è una di quelle forme di sovranità alle quali non è possibile rinunciare se si vuole rimanere liberi», ha precisato la premier. «Noi siamo stati pionieri in questo», ha ricordato Meloni. Gli agricoltori «sono i primi custodi dell’ambiente». «L’agricoltore non consuma la terra – ha sostenuto -, custodisce la terra, la conosce, vive del suo equilibrio, e per questo ha interesse a proteggerla. E vaglielo a spiegare ai Timmermans di ogni latitudine. Vallo a spiegare agli ambientalisti di salotto, che se ne facciano una ragione. Un bravo agricoltore considera ciò che ha ricevuto in eredita’ qualcosa di sacro».