GRAVELLONA È accusato di aver travolto con un’auto i clienti all’esterno di un bar, provocando la morte di una donna e il ferimento del compagno. Una vicenda avvenuta la sera del 16 giugno 2025 a Gravellona, esplosa al termine di una violenta lite all’interno dell’“Antica Caffetteria” e oggi al centro del procedimento che vede imputato Ouafi Craiet, accusato di omicidio e per cui la procura ha chiesto 16 anni e 4 mesi accogliendo la richiesta di rito abbreviato. «Non volevo uccidere. Ripenso a tutto quello che è successo ogni giorno». Sono parole pronunciate in aula, ieri, davanti al gup Pasquale Villani, nel corso di un’udienza carica di tensione emotiva nel processo per la morte di Federica Coviello e per il tentato omicidio del compagno Davide Caramaschi. Craiet ha deciso di parlare spontaneamente subito dopo la requisitoria del pubblico ministero, rompendo il silenzio di una giornata dominata da ricostruzioni tecniche e richieste di condanna. Rivolgendosi idealmente anche alla parte civile, ha aggiunto: «Non è vero che non mi dispiace, ci penso ogni giorno». Un passaggio breve, ma sufficiente a rendere ancora più pesante il clima in aula. Secondo la ricostruzione dell’accusa, sostenuta dal pubblico ministero Michele Paternò insieme alla collega Barbara Cifalinò, la serata sarebbe degenerata dopo una lite all’interno del locale. L’uomo, allontanato dal bar, avrebbe prima aggredito la titolare e poi si sarebbe impossessato dell’auto della compagna, per poi lanciarsi a forte velocità contro l’ingresso dell’esercizio. All’esterno si trovavano diversi clienti. In pochi istanti la situazione è precipitata. L’auto ha travolto le persone davanti al locale, trasformando una serata qualunque in una tragedia. Federica Coviello, 50 anni, è stata trasportata in condizioni disperate all’ospedale Niguarda di Milano, dove è rimasta ricoverata per circa due settimane prima di morire. Il compagno è sopravvissuto, ma con conseguenze fisiche e psicologiche importanti. In aula, il pubblico ministero ha chiesto una condanna a 16 anni e 4 mesi di reclusione, riconducendo i fatti all’ipotesi di omicidio volontario senza aggravanti e parlando di una sequenza di azioni che, secondo l’accusa, sarebbe stata guidata da una escalation di rabbia culminata nell’investimento. Alla richiesta della procura si è associata anche la parte civile, rappresentata dall’avvocato Gianni Piccolo chiedendo il riconoscimento pieno della responsabilità dell’imputato. Ouafi Craiet, detenuto e assistito dall’avvocata Manuela Albini, dovrà ora attendere la prossima udienza per l’arringa della difesa, fissata per il 25 giugno. Sarà quello il momento in cui la sua posizione verrà esposta compiutamente davanti al giudice.Le indagini era stato dai carabinieri della compagnia di Vigevano, coordinati dalla tenente Antonietta Giordano, e nei mesi successivi aveva profondamente colpito la comunità locale, che aveva anche organizzato una fiaccolata in ricordo della vittima. Ora la vicenda torna in aula con il peso delle richieste dell’accusa e delle parti civili. Un caso che, negli ultimi giorni, è tornato d’attualità dopo i fatti di Modena che molti in Lomellina hanno associato a quanto accaduto anche a Gravellona un anno fa.