Stellantis prova ad aprire una nuova fase con Fastlane 2030, un piano industriale quinquennale da 60 miliardi di euro che mira a far crescere ricavi e marginalità attraverso una gestione più snella dei marchi, piattaforme tecniche condivise e una rete di partnership selettive. Presentato ad Auburn Hills dal ceo Antonio Filosa, il programma concentra gli investimenti dove il rendimento atteso è più alto e punta a ridurre i tempi di sviluppo, aumentare l’utilizzo degli impianti e riportare il gruppo a un flusso di cassa positivo entro il 2027.

Il 60% delle risorse, pari a 36 miliardi, va a marchi e prodotti; il 40%, 24 miliardi, alimenta piattaforme globali, propulsori e nuove tecnologie. Il portafoglio modelli si allarga con oltre 60 nuovi veicoli e 50 aggiornamenti rilevanti entro il 2030, distribuendo l’offerta su più soluzioni di alimentazione: 29 elettriche a batteria, 15 ibride plug-in o range extender, 24 ibride e 39 termiche o mild hybrid. La logica è di massimizzare la scelta per il cliente, adattando la gamma alle diverse regioni e normative.

La riorganizzazione dei marchi è uno dei cardini. Jeep, Peugeot, Ram e Fiat diventano i quattro brand globali, destinatari insieme a Pro One del 70% degli investimenti in marchi e prodotti. Chrysler, Dodge, Citroën, Opel e Alfa Romeo assumono un perimetro regionale, mentre DS e Lancia vengono posizionate come realtà specialistiche all’interno, rispettivamente, delle gestioni Citroën e Fiat. Maserati resta nel lusso puro, con due nuovi modelli di segmento E in arrivo e una roadmap dedicata attesa a Modena entro dicembre 2026. L’obiettivo è evitare sovrapposizioni, chiarire i ruoli e concentrare risorse su ciò che può scalare.