Il gruppo Stellantis ha tracciato la rotta per i prossimi cinque anni con il piano FaSTLAne 2030, una manovra industriale imponente sostenuta da un investimento di 60 miliardi di euro. L’obiettivo non è solo la crescita, ma una trasformazione radicale che punta a massimizzare i profitti attraverso una disciplina ferocissima nell’allocazione del capitale e una semplificazione tecnologica senza precedenti.
La nuova architettura del potere
Al centro della nuova strategia di portafoglio c’è una netta distinzione di ruoli per i quattordici marchi del gruppo, pensata per eliminare sprechi e sovrapposizioni. Stellantis ha deciso di puntare tutto sulla scala globale di quattro pilastri: Jeep®, Ram, Peugeot e FIAT. Questi brand, insieme alla divisione Pro One, riceveranno ben il 70% delle risorse finanziarie destinate ai prodotti, con il compito di guidare l’offensiva sui mercati internazionali.
Parallelamente, i marchi regionali come Alfa Romeo, Chrysler, Dodge, Citroën e Opel sfrutteranno gli asset tecnologici comuni per rafforzare la propria identità nei mercati di riferimento. Una menzione a parte meritano Lancia e DS, che evolvono in “marchi specializzati” sotto la gestione operativa rispettivamente di FIAT e Citroën, mentre Maserati rimane l’unica punta di diamante del lusso, con una nuova tabella di marcia che vedrà la luce a Modena a fine 2026. In totale, il piano prevede 60 nuovi lanci entro il decennio, coprendo ogni tipo di alimentazione: dai 29 veicoli elettrici (BEV) ai 39 modelli termici o mild hybrid.










