Il piano di azione di Stellantis passa da 60 miliardi di euro di investimenti nei prossimi cinque anni. Il piano, chiamato "Fastlane 2030", segna anche un cambio di impostazione rispetto agli anni in cui gran parte della strategia del settore sembrava convergere verso scelte nette e unidirezionali sull’elettrificazione. Questa volta Stellantis non riparte da una scommessa esclusiva su una sola alimentazione, ma da un approccio multi-energia costruito attorno a piattaforme comuni, software centralizzato, maggiore integrazione industriale e una rete di partnership pensata per accelerare sviluppo, ridurre complessità e recuperare competitività in un mercato automobilistico globale sempre più segnato dalla pressione sui costi e dalla rapidità dell’innovazione. In questo quadro, la nuova piattaforma STLA One rappresenta il punto di partenza tecnico della trasformazione.
Stellantis riparte infatti dall’architettura. Non da un singolo modello, non da un powertrain specifico, ma dalla struttura tecnica e industriale su cui costruire la prossima generazione del gruppo.
STLA One è il cuore tecnico di questa impostazione. La nuova architettura modulare globale debutterà nel 2027 ed è progettata per sostituire progressivamente cinque piattaforme differenti, riunendole in una base tecnica comune destinata ai segmenti B, C e D.










