“Itamar Ben-Gvir? Dovrebbe andare in galera. Non rappresenta né lo stato di Israele né gli ebrei nel mondo. La religione ebraica non ammette una cosa orribile e medievale come quella che ha fatto”. È duro il giudizio che il presidente della Comunità ebraica di Milano Walker Meghnagi consegna al Foglio a proposito del ministro per la sicurezza nazionale israeliano. In un video pubblicato ieri lo si è visto deridere decine di attivisti della Global Sumud Flotilla legati e tenuti con la faccia a terra al porto di Ashdod in Israele. Davanti a loro, si vede il ministro sventolare la bandiera israeliana e dire: “Guardate come sono ridotti, non eroi, sostenitori del terrorismo”. Immediate le reazioni di sdegno, anche da parte del primo ministro Benjamin Netanyahu e dal ministro degli Esteri Gideon Sa’ar.“Il governo israeliano si avvia con molti problemi interni alle elezioni fissate per autunno. E Ben-Gvir, che rappresenta e difende quei delinquenti dei coloni, sta già facendo campagna elettorale – prosegue Meghnagi –. Per noi è una macchia, e mi auguro che si prendano provvedimenti”. Ipotesi a cui il ministro degli esteri Antonio Tajani ha cercato oggi di dare sostanza chiedendo all'Alto Rappresentante per la politica estera europea Kaja Kallas di includere nella prossima discussione dei ministri degli Esteri Ue l'adozione di sanzioni contro il ministro Ben-Gvir "per gli inaccettabili atti compiuti contro la Flotilla, prelevando gli attivisti in acque internazionali e sottoponendoli a vessazioni e umiliazioni, violando i più elementari diritti umani". Un episodio del genere rischia di compromettere l'esito elettorale di Netanyahu alle urne? “Non so se sarà riconfermato – commenta Meghnagi – ma personalmente ciò che vorrei è un governo di centro, né a destra né a sinistra, senza però elementi estremisti come Ben-Gvir. Che ha solamente dato una carta vincente a quei depravati della Flottila”. Il giudizio sulla missione degli attivisti pro Pal, da parte di Meghnagi, resta negativo. “È oltre un anno che vanno avanti dicendo di portare dei viveri. Ma non hanno niente ­– spiega – e anche se fosse dovrebbero darli alla Croce Rossa, all'Onu, all'Unifil o alla Chiesa. L’intera missione in realtà è solo una manovra politica contro di noi”. Concetto ribadito anche dalla stessa Comunità ebraica di Milano in un comunicato, che esprime vicinanza ai cittadini italiani coinvolti e chiede che venga garantito il pieno rispetto dei loro diritti fondamentali, pur ritenendo quella della Flotilla un'iniziativa costruita più per produrre uno scontro mediatico che per contribuire realmente alla pace o alla tutela delle popolazioni civili.Nulla toglie, secondo Meghnagi, che il fermo in acque internazionali sia un modo adeguato per intercettare le imbarcazioni. “Israele ha diritto a farlo, è giusto che ci sia attenzione a chi si avvicina”. Del resto, prosegue, “non è sicuramente questo il caso, ma lo stato deve evitare che possano arrivare personaggi violenti o terroristi. Ma un’umiliazione come quella inferta da Gvir agli attivisti della Flotilla è sbagliata – dice Meghnagi –. Porta danni all’immagine di Israele, e rischia di far aumentare attacchi antisemiti verso la comunità ebraica nel mondo”.