I colleghi di Itamar Ben Gvir, ministro della sicurezza nazionale israeliano, non hanno detto nulla quando lo hanno visto stappare una bottiglia di champagne in parlamento per festeggiare l’adozione della pena di morte esclusivamente per i palestinesi. Lo stesso silenzio si è ripetuto quando ha promesso di radere al suolo un villaggio palestinese se la giustizia internazionale avesse spiccato un mandato d’arresto contro di lui.

Ma il 20 maggio Ben Gvir ha oltrepassato il limite facendo innervosire perfino il ministro degli esteri israeliano Gideon Saar, che lo ha accusato di aver “danneggiato lo stato di Israele” umiliando in un video gli equipaggi della flottiglia per la Palestina, sequestrati in settimana nel Mediterraneo. “Tu non sei il volto di Israele”, ha scritto Saar in un tweet.

Ma la frittata, ormai, era fatta. Francia e Italia hanno convocato gli ambasciatori israeliani per protestare contro il trattamento riservato ai loro cittadini che erano a bordo della flottiglia.

Il problema è che Itamar Ben Gvir non è nuovo a questo genere di sceneggiate ed è abituato a ignorare le reazioni scandalizzate sia dei colleghi del governo sia dei paesi stranieri, che disprezza apertamente.

%D7%9B%D7%9B%D7%94 %D7%90%D7%A0%D7%97%D7%A0%D7%95 %D7%9E%D7%A7%D7%91%D7%9C%D7%99%D7%9D %D7%90%D7%AA %D7%AA%D7%95%D7%9E%D7%9B%D7%99 %D7%94%D7%98%D7%A8%D7%95%D7%A8%3Cbr%3E%3Cbr%3EWelcome to Israel %F0%9F%87%AE%F0%9F%87%B1 %3Ca href=%22https://t.co/7Hf8cAg7fC%22%3Epic.twitter.com/7Hf8cAg7fC%3C/a%3E— איתמר בן גביר (@itamarbengvir) ?