Una manciata di minuti. Tanto è bastato perché il video del ministro israeliano Itamar Ben Gvir che deride e minaccia gli attivisti sequestrati a bordo delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla (Gsf) diventasse virale. Nelle immagini si vede il ministro della Sicurezza e leader del partito di estrema destra Otzma Yehudit (potere ebraico) che molesta e irride attivisti legati e inginocchiati, portati contro la loro volontà ad Ashdod dopo essere stati fermati mentre cercavano di raggiungere via mare la Striscia di Gaza con a bordo aiuti umanitari. Tre di loro ricoverati in ospedale a seguito di “violenze”, secondo quanto riferito dagli avvocati che rappresentano il gruppo, sono stati successivamente dimessi. Decine di altri hanno riportato sospette fratture alle costole, con conseguenti problemi respiratori. Ben Gvir ha pubblicato il video sul suo account social con la didascalia in inglese ‘Benvenuti in Israele’. In poche ore, le immagini hanno sollevato un’ondata di indignazione nei paesi i cui cittadini si trovavano a bordo delle imbarcazioni, tra cui Regno Unito, Canada, Germania, Italia, Francia, Paesi Bassi, Spagna, Irlanda, Australia e Nuova Zelanda. I governi di numerosi paesi europei hanno espresso forti condanne nei confronti del ministro e del trattamento riservato ai cittadini che al momento dell’abbordaggio si trovavano in acque internazionali e che, come hanno più volte ribadito i loro avvocati, “non hanno opposto alcuna resistenza” agli arresti. La vicenda che con il passare delle ore sta assumendo i contorni di una vera propria crisi diplomatica, riflette secondo gli osservatori una più ampia cultura dell’impunità radicata nei partiti dell’ultradestra israeliana ormai da anni al centro degli equilibri politici del paese.
Israele e la minaccia dell’estremismo interno | ISPI
Il video del ministro Ben Gvir che irride gli attivisti rischia di sfociare in crisi: mette in luce la deriva dell’ultradestra Israeliana.










