«Non credo di essere sottovalutata dal cinema italiano. Penso però che sia molto difficile assegnarmi un ruolo. Capisco che forse faccio paura. Non ho mai davvero frequentato il mondo del cinema, i cosiddetti “salottini”. Ma non per snobismo: è perché sono estremamente timida. Da giovanissima ho creato un personaggio per proteggermi, una sorta di supereroina forte e sexy che mi permettesse di affrontare la vita e questo lavoro». Queste le parole di Asia Argento al 79esimo Festival di Cannes, dove ha presentato Death has no master, La muerte no tiene dueño, di Jorge Thielen Armand, nella sezione 'Quinzaine des cinéastes'. Un immagine, secondo l'attrice e regista, che ha contribuito a renderla «spaventosa». E poi «molti dei film che si producono non sono adatti a me: non appartengo a un certo tipo di storie borghesi, e spesso non sanno cosa farsene di me». «Lentamente, però, le cose stanno cambiando, perché il cinema cambia ed evolve. E forse anche io oggi sono più aperta, meno intimidatoria rispetto al passato – conclude -. Per questo penso che potrebbero arrivare nuove opportunità anche dall'Italia. Ho speranza».
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