Le prime recensioni del film Death has no master, dove recita nella parte di una italo-venezuelana che vuole prendere in mano la piantagione ereditata dal padre ma si scontra con chi lì vive e lavora da anni, sono buone. Lei però a Repubblica dice “non le leggo da anni, mi fanno male sia quelle buone sia quelle cattive, il mio ego è sempre ballerino”. Asia Argento è a Cannes e il film di Jorge Thielen Armand viene presentato alla Quinzaine des Réalisateurs, “un luogo di alto cinema”: “Sinceramente pensavo che non sarei più venuta a Cannes, che non mi avrebbero più presa dopo il famoso discorso del 2018 (quando ha parlato per la prima volta di #Metoo). Quindi è un’emozione enorme tornare (…). Nessuno sapeva niente. È stata una cosa da kamikaze, sono morti tutti, ma soprattutto io. Mi sono fatta esplodere nella Mecca del cinema. Era una cosa che ai tempi mi sembrava giusta, perché stavo male anche. Stavo male per quello che stava succedendo già da mesi. Quindi è stato il culmine, l’esplosione di tanta pressione che avevo tenuto dentro di me. Però poi ho pagato le conseguenze di questo gesto per tanti anni”. I pochi ad andare da lei, in quella occasione, furono Spike Lee e Kristen Stewart.