La raccolta delle batterie portatili in Italia arriva al 31,14%, ancora molto lontana dai nuovi obiettivi europei e anche da quel 45% che avrebbe già dovuto rappresentare una soglia acquisita. Il dato 2025, pubblicato dal Centro di coordinamento nazionale pile e accumulatori, arriva nel primo anno della nuova cornice normativa europea introdotta dal Regolamento Ue 2023/1542, recepito a livello nazionale col decreto legislativo 29/2026 dello scorso 7 marzo.

La categoria riguarda le batterie di uso quotidiano: pile stilo, batterie a bottone e accumulatori presenti in smartphone, laptop e altri dispositivi elettronici di consumo. Un flusso di rifiuti piccolo nelle dimensioni unitarie, ma strategico per la transizione ecologica, perché contiene materiali recuperabili e, se gestito in modo scorretto, può generare impatti ambientali e rischi legati alla dispersione di sostanze pericolose.

Secondo il Cdcnpa, il tasso di raccolta 2025 si colloca al 31,14%. Il risultato conferma un ritardo strutturale che dovrà essere colmato rapidamente: il nuovo Regolamento europeo sulle batterie fissa infatti obiettivi molto più sfidanti, pari al 63% entro il 2027 e al 73% entro il 2030. Per l’Italia significa dover più che raddoppiare la propria capacità di intercettare correttamente le batterie portatili esauste nel giro di pochi anni.