Una scritta bianca su fondo nero e il fiocco rosso della lotta all’Aids: la copertina del nuovo numero de L’Espresso è dedicata al “Sesso insicuro”. Un’inchiesta di Enrico Sarzanini seguito da un articolo e da un’intervista firmati da Marco Roberti denunciano un paradosso mondiale ma anche italiano: a quarant’anni dalla scoperta degli antivirus che hanno messo fine all’emergenza Aids, l’epidemia sta tornando a farsi sentire in Africa dopo i tagli voluti da Trump al programma Usaid, mentre da noi le malattie sessualmente trasmissibili aumentano per colpa di un governo di destra che impedisce ai giovani ogni forma di educazione affettiva. Come scrive il direttore Emilio Carelli nel suo editoriale, «una strana miscela formata da imbarazzo, apparente disinteresse e analfabetismo sanitario» sta mettendo a rischio i nostri giovani.Domenica 24 si vota per le amministrative, ed è un banco di prova per il governo: Carlo Tecce e Gianfrancesco Turano firmano una mappa delle città più importanti che vanno alle urne, mentre Sebastiano Messina nota che il risultato più interessante sarà l’affluenza e Marco Antonellis segnala il ripiegamento di Matteo Salvini, sempre più concentrato sulle regioni del Nord.Enrico Bellavia invece torna sulla tragedia di Modena, dove la sfuriata anti immigrati del leader della Lega cerca di nascondere il disastro dell’assistenza sanitaria per chi ha problemi di salute mentale. E Loredana Lipperini sottolinea che la propaganda, comunque, ha fallito: migliaia di modenesi sono scesi in piazza per mostrarsi uniti contro i seminatori di odio di ogni genere.Le inchieste della settimana mettono a fuoco le nomine “amichettistiche” di Fratelli d’Italia (di Sergio Rizzo) e i meccanismi che mettono a rischio di truffa telefonica chiunque abbia chiamato anche solo una volta il call center di una grande azienda (di Alessandro Longo). Si parla anche di sostegno alla cultura dell’antimafia (di Catello Maresca), di malasanità (Giulia Vasta presenta una serie di video-denunce in arrivo sul canale YouTube de L’Espresso), e di calcio: Corrado De Rosa firma una biografia di Totò Schillaci, di cui pubblichiamo un estratto, mentre Giovanni Chianelli analizza la crisi della Nazionale e della Federazione che sta per eleggere un nuovo capo.Mentre a Pechino finisce la visita di Trump e inizia quella di Putin, le pagine di esteri calcolano quanto costano all’Europa gli accordi tra Xi Jinping e gli Usa (di Federica Bianchi) e Federica Urzo racconta come la propaganda cinese sfrutta i video creati con l’Ia. Daniele Mastrogiacomo spiega la “strategia giudiziaria” di Trump contro Cuba, e Diletta Bellotti fa il punto sulla guerra ai trans in corso negli Usa. Laura Silvia Battaglia invece racconta, in una pagina tratta dal suo libro “I partigiani di Allah”, un incontro ravvicinato con una spia iraniana a Isfahan. Intanto, Stefania Rossini dialoga con una lettrice sulla terribile, inevitabile assuefazione del pubblico mondiale alle guerre.Alae Al Said approfondisce un aspetto inedito del genocidio di Gaza che, come denunciano diverse ong, si accanisce in particolare contro le donne. E Angiola Codacci-Pisanelli inserisce in questo quadro la clamorosa inchiesta del New York Times sulle violenze sessuali degli israeliani sui detenuti palestinesi: uomini, donne e bambini.L’economia parte con la recessione innescata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz (di Eugenio Occorsio), effetto di una guerra che, nota Pietro Folena, è riuscito solo ad aggravare la repressione degli Ayatollah contro il dissenso. Sul fronte dell’intelligenza artificiale, Federico Faggin spiega a Claudia Bugno perché la libertà umana è a rischio, mentre Marco Montemagno racconta un effetto imprevisto della robotica: gli esseri umani tendono ad affezionarsi agli umanoidi. Carlo Cottarelli invece lancia un appello per un’alleanza strategica tra ambientalisti e fautori dell’energia nucleare, perché i loro muro contro muro fa il gioco della lobby del fossile.E L’Espresso chiude con una carrellata di donne: la grande Marilyn Monroe compirebbe cent’anni quest’anno, e viene ricordata da Beatrice Dondi come un esempio di femminismo messo in pratica; Amélie Nothomb racconta a Emanuele Coen il suo rapporto con i genitori; Rossy de Palma rivive con Claudia Catalli la storia del suo sodalizio con Pedro Almodóvar; Marina Abramović mostra a Giuseppe Fantasia la sua performance per la Biennale di Venezia.C’è un saggio sui grandi della storia greca da leggere (lo recensisce Marisa Ranieri Panetta) e un album fotografico da sfogliare per tornare al maggio francese (a cura di Tiziana Faraoni). E tre temi su cui continuare a meditare a giornale ormai chiuso: il vero amore tra genitori e figli (di Francesca Barra), il potere rivoluzionario dell’amicizia (di Paolo Casicci) e i secolari pregiudizi sul cervello femminile che, spiega Raffaella Rumiati, finiscono per dare alle donne una marcia in più: quella dell’empatia.
Sesso insicuro - Cosa c'è nel nuovo numero de L'Espresso
Il settimanale, da venerdì 22 maggio, è disponibile in edicola e in app








