La strana e ricorrente sensazione, leggendo i dati dell’Istat, è quella di essere nel film “Il giorno della marmotta” nel quale il protagonista è condannato a svegliarsi sempre nello stesso giorno. Siamo evidentemente una civiltà dei pesci rossi dove ogni otto secondi la memoria si azzera e il mondo ricomincia. La soluzione contro il costo della vita è semplice, la riduzione della dipendenza dalle fonti fossili. Il commento di Leonardo Becchetti

Nulla di nuovo ed inatteso negli ultimi dati Istat usciti oggi. La solita litania sul caro energia che ha aumentato i costi delle bollette delle famiglie e, se perdura nel tempo, alimenterà inflazione che peserà di più sui ceti medio-bassi. L’inflazione da aumento dei prezzi delle fossili incide infatti di più per chi ha redditi più bassi e carrello della spesa dove energia ed alimentari pesano di più. I dati sulla povertà sono la conseguenza.

La strana e ricorrente sensazione per noi economisti è quella di essere nel film Il giorno della marmotta nel quale il protagonista è condannato a svegliarsi sempre nello stesso giorno. Siamo evidentemente una civiltà dei pesci rossi dove ogni 8 secondi la memoria si azzera e il mondo ricomincia. Altrimenti non si spiegherebbe perché non impariamo dall’esperienza del passato. L’esplosione dei prezzi delle fossili ha creato inflazione alla fine degli anni 70 (e ce la siamo tenuta per 10 anni per via della scala mobile). Poi c’è stata la crisi del gas per la guerra in Ucraina. Infine, a stretto giro di posta, di nuovo viviamo lo stesso film.