Abitazione e utenze assorbono ormai oltre un terzo dei consumi familiari: l’efficienza energetica diventa una difesa quotidiana sempre più concreta
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Si capisce davanti a una bolletta aperta sul tavolo, più che da qualunque grafico. La casa, quella che dovrebbe proteggerci, oggi pretende una quota sempre più larga dello stipendio: affitto, utenze, acqua calda, gas, elettricità, manutenzione, riscaldamento d’inverno, climatizzatore d’estate. Ogni mese arriva qualcosa. Una scadenza, un conguaglio, una rata, un consumo rimasto acceso anche quando pensavamo di aver spento tutto.
I dati sui consumi raccontano bene questo spostamento silenzioso. Nel 1980 le spese per abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili pesavano per il 15,9% sul bilancio familiare. Nel 2000 erano già al 26,9%. Nel 2024 hanno raggiunto il 35,7%, diventando la voce principale della spesa delle famiglie. Nel 2020, dentro l’anno anomalo delle restrizioni pandemiche, il peso era arrivato perfino al 38,8%, anche per la forte contrazione di molte altre spese.
Il peso si è spostato









