Il tema della casa non può essere affrontato esclusivamente in termini quantitativi, ma richiede una visione integrata capace di tenere insieme rigenerazione urbana, sicurezza del patrimonio edilizio, sostenibilità ambientale, pianificazione territoriale e qualità del costruito

Il Piano Casa 2026 rappresenta un intervento importante per affrontare l’emergenza abitativa, sostenere il recupero del patrimonio edilizio esistente e favorire nuovi programmi di rigenerazione urbana, ma necessita di alcuni correttivi per garantirne piena efficacia, sostenibilità e concreta attuazione sul territorio. Questo, in sintesi, quanto sottolineato dalla Rete delle Professioni Tecniche (Rpt), l’associazione fondata nel 2013 che riunisce 8 Consigli nazionali di Ordini e Collegi professionali di area tecnica e scientifica, in audizione ieri, 19 maggio, presso le competenti commissioni parlamentari sul disegno di legge di conversione del decreto-legge 7 maggio 2026, n. 66, recante 'Piano Casa 2026'. A rappresentare la Rete Sergio Comisso dell’Ordine dei periti Industriali e Daniele Mercuri dell’Ordine dei geologi, che hanno illustrato osservazioni e proposte finalizzate a rafforzare l’efficacia delle misure contenute nel provvedimento.