Emergenza abitativa, necessità di un piano casa strutturato, revisione della fiscalità immobiliare, promozione di partenariati pubblico-privati, semplificazione normativa e amministrativa, utilizzo di fondi nazionali ed europei per sostenere progetti di housing sociale e rigenerazione urbana. Supporto del pubblico «per rompere l’attrito e far tornare i business plan» ha commentato l’onorevole Alessandro Cattaneo. «Riportare l’abitare al centro dell’agenda politica e del dibattito pubblico» ha detto l’onorevole Paola De Michelis. E poi ancora criticità operative, finanziarie e culturali, e proposte concrete per migliorare l’offerta abitativa e attrarre investimenti privati.
Questi i temi chiave dall’evento “Piano Casa Italia - Le proposte di Confindustria Assoimmobiliare”, nel corso del quale l’Associazione ha fatto il punto sulle possibili soluzioni utili a fronteggiare l’emergenza abitativa che attraversa trasversalmente tutto il territorio italiano (che Il Sole 24 Ore ha anticipato il 9 giugno). Soluzioni puntuali, ma più in generale l’appello per una riforma completa e organica, come sottolineato dagli operatori e dagli stessi parlamentari intervenuti all’evento.
Il quadro
Due i numeri orientativi: in Italia occorreranno nei prossimi anni 635mila nuove unità abitative, anche attraverso riconversione di edifici esistenti, e considerando una domanda ampia che include studentati, affordable housing, case in affitto (costruite con il modello build to rent), soluzioni attente al cambiamento demografico in atto. Domanda che Assoimmobiliare stima in 170 miliardi di investimenti.









