Colmare un fabbisogno di due milioni di case all’anno. Aggiungendo all’offerta attuale almeno altre 650mila case ogni dodici mesi. Un’operazione che ogni anno costerà grossomodo 153 miliardi di euro, da reperire grazie a una massiccia collaborazione tra pubblico e privato. Sono queste le cifre chiave del Piano casa europeo al quale il commissario per l’Energia e la casa, Dan Jorgensen sta lavorando da mesi, con una consultazione diffusa degli operatori che ha portato più di 13mila risposte: sarà presentato oggi in maniera ufficiale, ma le prime bozze consentono di analizzare già la direzione che prenderà l’esecutivo comunitario.
Il piano Ue per la casa
Sulla casa Bruxelles parla di «crisi sociale» che minaccia la nostra competitività, «limitando la mobilità per motivi di studio o di lavoro» e accentuando la difficoltà a reperire forza lavoro in alcuni settori. Parole che ricalcano molti degli aspetti già presenti da tempo nel dibattito italiano sul tema. Tra il 2013 e il 2024 - nota la Commissione - i prezzi nominali degli immobili sono cresciuti del 60% in Europa, ben più dei redditi, mentre gli affitti medi hanno avuto un incremento del 20%, con i nuovi contratti di locazione arrivati su livelli ben superiori. A marcare lo squilibrio c’è un’offerta abitativa che non ha tenuto il passo delle richieste delle persone, creando un effetto imbuto. Si arriva così alla necessità di garantire una grande massa di interventi in questo settore.










