Redazione
21 maggio 2026 14:50
Sono dodici gli ambulatori AFT (aggregazioni funzionali territoriali) di medicina generale attivi nell'area metropolitana di Bologna, aperti dalle 8 alle 20, almeno sei giorni su sette. Due nuovi sportelli hanno preso avvio questa settimana: uno a Bazzano, nel comune di Valsamoggia, e uno a San Giovanni in Persiceto, inaugurati insieme alle rispettive case della comunità e agli ospedali di comunità. Il terzo, annunciato per oggi, 20 maggio, è l'ambulatorio della casa della comunità Porto-Saragozza, a Bologna.Dove si trovano gli ambulatori attiviA Bologna città gli ambulatori AFT sono già operativi nelle case della comunità Pilastro, Reno e Mengoli. Si aggiungerà presto quello della casa della comunità Savena-Santo Stefano, attualmente in costruzione. Nel resto del territorio metropolitano, i presìdi sono attivi nelle case della comunità di Baricella, Calderara, Castenaso, Crevalcore, San Giovanni in Persiceto, Sasso Marconi, Valsamoggia e Zola Predosa.L'apertura di questi ambulatori comporta anche la progressiva chiusura dei centri di assistenza e urgenza (CAU) collocati all'interno degli ospedali cittadini: dal 16 maggio ha cessato l'attività quello presso il Policlinico di Sant'Orsola, mentre dal 23 maggio toccherà a quello dell'ospedale Maggiore.Registrati alla sezione Dossier BolognaTodayCome funzionano e a chi si rivolgonoNegli ambulatori AFT lavorano i medici di ruolo unico dell'assistenza primaria, già medici di medicina generale. Insieme alla continuità assistenziale, garantiscono copertura sette giorni su sette, 24 ore su 24. I pazienti possono accedere direttamente, senza appuntamento, per bisogni di salute non differibili.Durante la visita, i medici hanno a disposizione strumenti di diagnostica di base. Al termine, redigono un referto che viene caricato sul fascicolo sanitario elettronico, accessibile sia al paziente sia al suo medico di scelta, per assicurare una presa in carico coordinata.Il proprio medico di famiglia rimane comunque il primo riferimento per i cittadini residenti o con domicilio sanitario nell'area. L'ambulatorio AFT rappresenta un'alternativa quando il medico di scelta non è disponibile.I dati di attivitàDall'apertura dei primi ambulatori, l'Azienda USL di Bologna ha registrato complessivamente 526 accessi. Nel 96% dei casi il percorso si è concluso all'interno dell'ambulatorio stesso; solo nel 4% è stato necessario un invio a un'altra struttura sanitaria.La fascia d'età più rappresentata è quella tra i 18 e i 64 anni. I pazienti con più di 75 anni costituiscono il 20% degli accessi, quelli tra 65 e 74 anni il 10%. Tra i motivi di visita più frequenti figurano sindromi da raffreddamento, mal di gola, febbre, nausea o vomito ripetuti, pruriti e arrossamenti cutanei.Il quadro normativo e gli ospedali di comunitàIl modello si inserisce nel percorso previsto dal decreto ministeriale 77 del 2022 sulla riorganizzazione dell'assistenza territoriale, attuato attraverso l'accordo integrativo regionale della medicina generale. Le case della comunità maggiori garantiranno assistenza medica per 24 ore al giorno, sette giorni su sette; quelle di dimensioni minori (dette "spoke") per 12 ore al giorno, sei giorni su sette, integrate con la presenza infermieristica.Parallelamente, sono in fase di attivazione cinque ospedali di comunità nell'area metropolitana. Il primo è già operativo presso il padiglione 1 del Policlinico di Sant'Orsola, in via Palagi, a Bologna. Si tratta di strutture pensate per pazienti fragili con bisogni clinici non urgenti ma che richiedono ricoveri brevi e continuità assistenziale, gestiti da personale delle professioni sanitarie insieme ai medici di ruolo unico di assistenza primaria.Iscriviti al canale Whatsapp di BolognaToday









