Eppur si muove, la riforma della organizzazione de medici di famiglia, frutto di un parto più che travagliato. Ieri, durante la riunione del Comitato Regionale presieduto dall’assessore alla sanità Federico Riboldi, la certificazione dell’accordo sottoscritto nei mesi scorsi con i sindacati di categoria (Fimmg, Smi, Snami) e il via libera. A darne notizia è Fimmg Piemonte, il sindacato maggioritario, nella persona di Roberto Venesia, il segretario.
L’obiettivo
Parliamo delle Aft, acronimo di Aggregazioni funzionali territoriali, le strutture che dovranno accorpare i medici di medicina generale su un determinato territorio e per un definito numero di abitanti al fine di garantire le richieste dei pazienti dalle 8 del mattino alle 20, passando poi la mano nelle ore notturne ai colleghi della guardia medica, anch’essa compresa nelle Aggregazioni.
L’organizzazione
Le Aft stanno prendendo forma in tutte le Asl e costituiranno la modalità prevista di organizzazione dei medici di famiglia su tutto il territorio regionale “finalizzata al perseguimento di obiettivi di salute e qualità, senza avere autonomia giuridica, ma con funzioni di integrazione professionale”. Così Venesia. E ancora: “Con le Aft si coniugano responsabilità individuali e responsabilità collettive e di gruppo, rispetto per obiettivi condivisi di salute dei pazienti e appropriatezza nell''uso delle risorse”.






