Il vino dell’Etna non è mai stato così vivo, raccontato e desiderato. Negli ultimi anni il ‘A Muntagna, come chiamano il vulcano i siciliani, è diventata uno dei territori più dinamici del vino italiano contemporaneo, con una crescita costante di piccoli produttori, contrade frammentate e vigne coltivate spesso in condizioni estreme. È un paesaggio agricolo che ha trasformato la propria fragilità in identità, attirando attenzione ben oltre i confini siciliani. Dentro questo scenario si è sviluppata una nuova generazione di vignaioli che ha cambiato il modo stesso di raccontare l’Etna DOC, mettendo al centro il lavoro in vigna, la lettura del territorio e una produzione sempre più artigianale. In questo contesto nasce anche l’evento Sulle Bucce, come spazio fisico e culturale in cui questo mondo può incontrarsi, raccontarsi e aprirsi al pubblico.Come nasce l’evento Sulle Bucce: l’idea di un mercato per i vignaioli dell’EtnaSulle Bucce 2026 nasce all’interno dei Mercati Generali come un progetto dedicato ai vignaioli artigianali dell’Etna, con l’obiettivo di costruire un mercato reale dove il vino sia espressione diretta del lavoro in vigna e non soltanto un prodotto finito. A guidare il progetto c’è il vignaiolo Valerio Brunetto, che sintetizza così la visione dell’evento: “L’idea era quella di dare voce a questa parte di vino più artigianale, a questi produttori che fanno vino anche in piccole quantità”.Un approccio che nasce anche dalla conformazione stessa dell’Etna, dove la viticoltura è spesso fatta di piccoli appezzamenti da custodire e lavorare direttamente. Brunetto sottolinea come la scelta dei produttori segua criteri precisi legati al lavoro agricolo, privilegiando chi lavora in modo artigianale e continuo la vigna, chi conduce l’intero processo produttivo e chi adotta pratiche come le fermentazioni spontanee e l’uso minimo di interventi in cantina. “Parliamo di viticoltori veri e propri, non del classico imprenditore che magari apre la grande azienda”.Chi partecipa e come si svolge l’eventoAlla prima edizione di Sulle Bucce partecipano ventotto cantine, tra cui produttori emergenti che stanno contribuendo a ridefinire il territorio. La presenza combina storie diverse, dai pionieri che hanno contribuito alla crescita dell’Etna contemporanea fino a nuove aziende che interpretano il vulcano con sensibilità differenti, in un dialogo generazionale che riflette l’evoluzione stessa dell’area. L’evento si articola in due giornate con vocazioni diverse. La domenica è dedicata al pubblico, con un’apertura che trasforma i Mercati Generali in uno spazio di degustazione e incontro, dove il vino si intreccia con la musica e sfocia nella sua dimensione più sociale. Il lunedì, invece, è pensato come giornata rivolta a operatori del settore come ristoratori, enotecari e buyer, con degustazioni tecniche e incontri diretti tra produttori e mercato.Il programma culturale: libri, masterclass e nuove letture del vinoAccanto alla dimensione degustativa, Sulle Bucce costruisce un programma culturale che mette al centro il dibattito contemporaneo sul vino. Tra gli appuntamenti principali c’è la presentazione del libro Il vino post-naturale di Roberto Frega, che introduce una riflessione sul superamento delle contrapposizioni tra vino naturale e convenzionale e sul passaggio verso una fase più matura del pensiero vitivinicolo. Il libro si inserisce in un dibattito più ampio che riguarda il ruolo del vignaiolo oggi, sempre meno legato a una definizione ideologica e sempre più centrato sulla qualità agronomica e sulla complessità del lavoro in vigna.Masterclass e cucinaUno dei momenti centrali del programma è la masterclass dedicata al confronto tra Carricante e Riesling, guidata da Davide Bentilegna della cantina Etnella. Il dialogo tra il vitigno simbolo dell’Etna e uno dei grandi bianchi internazionali diventa un modo per leggere il territorio siciliano in relazione al contesto globale, evidenziandone specificità e punti di contatto. Accanto alle degustazioni, la componente gastronomica è affidata a realtà siciliane, in particolate la macelleria Costanzo di Randazzo e Bann Pane Libero di Francesco Mineo, che interpretano il territorio attraverso prodotti locali e lavorazioni artigianali.Un mercato che racconta l’Etna contemporaneaSulle Bucce si presenta in sintesi come un luogo di relazione tra chi il vino lo produce, chi lo racconta e chi lo distribuisce. Come sintetizza bene ancora Valerio Brunetto: “Volevamo creare uno spazio credibile e tecnicamente fondato, dove il vino fosse il risultato diretto della relazione tra vignaiolo e territorio”. Un’impostazione che restituisce il senso profondo dell’iniziativa: raccontare un’Etna contemporanea capace di dialogare con il mercato senza perdere la propria dimensione più legata alla terra.
Ai mercati generali di Catania si possono assaggiare i vini dei piccoli vignaioli dell’Etna (solo per un weekend)
Ai Mercati Generali arriva “Sulle Bucce”, il mercato dei vignaioli artigianali dell’Etna. Due giorni tra assaggi, masterclass e cultura del vino per scoprire 28 cantine








