Conoscere per raccontare. Sembra essere questa la missione intrapresa oramai da anni dal Consorzio Etna Doc che puntualmente torna a far parlare di sé grazie ai giorni dell’Etna, gli Etna Days per l’appunto, in scena o per meglio dire in vigna, dal 18 al 20 settembre. Il vulcano più alto d’Europa non produce soltanto eruzioni e paesaggi lunari, che anche nei giorni scorsi hanno dato spettacolo, ma anche un vino che è diventato simbolo nel mondo.

L’Etna, con i suoi versanti diversi e mutevoli, con vigne che superano i mille metri e muretti di pietra lavica che sembrano scolpiti dal tempo, è oggi uno dei territori più osservati e desiderati del panorama enologico internazionale. Questa edizione vedrà il coinvolgimento di oltre novanta cantine, cinquecento etichette in degustazione e più di settanta giornalisti e formatori provenienti da Stati Uniti, Europa e Italia.

Il territorio

Un appuntamento che racconta la vitalità di un territorio capace di conquistare l’attenzione internazionale con vini che portano nel bicchiere la forza del vulcano e non è solo un frase fatta. La biodiversità è la vera ricchezza di questo territorio ancora misterioso e potentissimo. Nerello Mascalese e Carricante sono i protagonisti di questa identità, insieme ad altri vitigni “minori” come la Minnella, ma è l’insieme delle condizioni a rendere inconfondibile la cifra stilistica dei vini etnei, capaci di unire freschezza, sapidità e longevità.