Non più una partita decisiva, come quella persa in Norvegia 3-0, e poi spareggi più facili. Almeno sulla carta, visti i precedenti. Cambia il sistema Uefa di qualificazione ai Mondiali 2030, e dopo tre mancate qualificazioni l'Italia del calcio prova a fare i conti con quel che la aspetta per ritornare a giocare una Coppa del Mondo a 16 anni di distanza dall'ultima volta e chiudere l'era del declino.

La Uefa ha annunciato ieri in tarda serata che per i prossimi Mondiali (l'ok Fifa é una formalità) e poi a partire da Euro 2032, i posti per le nazionali europee si assegneranno con un nuovo, doppio sistema: un gruppo di qualificate dirette attraverso tre gironi stile Champions e un piccolo gruppo via playoff. I numeri non sono definiti, perché un conto è formare il gruppo delle 24 di un Europeo (nel 2032 l'Italia é organizzatrice e dunque ammessa di diritto), un conto il Mondiale.

Per la Coppa del Mondo 2026, sono 16 le nazionali partecipanti, ma viste la 'mondializzazione' del calcio voluta dalla Fifa e le geometrie variabili, per il 2030 il contingente può essere rivisto, sia al ribasso sia al rialzo: da tempo i rumors indicano che l'edizione in programma in Spagna, Portogallo e Marocco potrebbe essere extralarge, dalle 60 alle 64 squadre.