Redazione

21 maggio 2026 13:33

In foto Walter Mazzucco, Bettina Borisch, Ebba Hallerssjö Hult e Michael Moore

Si è tenuta a Ginevra una “side session” dell’Assemblea mondiale della sanità, organizzata dalla World Federation of Public Health Associations (Wfpha), per rilanciare la call to action a favore della vaccinazione della popolazione adulta contro le infezioni da papillomavirus (Hpv).Il professor Walter Mazzucco, professore ordinario e direttore della scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’Università degli studi di Palermo, e dirigente medico della unità operativa complessa di Epidemiologia clinica dell’azienda ospedaliera universitaria Policlinico Paolo Giaccone di Palermo, è intervenuto nella qualità di consulente esperto del Ministro della Salute per rappresentare lo stato dell’arte in tema di politiche vaccinali anti-Hpv in Italia. Mazzucco ha spiegato che “l'Hpv, virus a prevalente trasmissione sessuale, rimane una delle principali cause dei tumori vaccino-prevenibili a livello globale e, segnatamente, dei tumori maligni della cervice uterina, ma anche dell’ano, della vagina, della vulva, del pene, e della regione testa-collo (in particolare dell’orofaringe). Sebbene la vaccinazione anti-Hpv degli adolescenti abbia fatto registrare progressi significativi in Italia, i dati disponibili più recenti documentano, ad oggi, il mancato raggiungimento del target del 95% di copertura vaccinale raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Inoltre, nel nostro Paese permangono differenze nell’accesso alla vaccinazione anti-Hpv, soprattutto a sfavore della popolazione target residente nel centro-sud, ad eccezione di qualche regione meridionale”. Esperti provenienti da diverse realtà internazionali (Australia, Cina, Italia, Regno Unito, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera) si sono riuniti a Ginevra per confrontarsi sulle politiche vaccinali adottate nei diversi Paesi, nella prospettiva di trovare una piattaforma internazionale comune per armonizzare le strategie vaccinali e per individuare percorsi più efficaci per garantire l’accesso degli adulti alla vaccinazione contro l'Hpv. “Disponiamo di vaccini efficaci e sicuri nella prevenzione delle infezioni da Hpv. Le evidenze scientifiche dimostrano l’importanza di estendere la vaccinazione anche nella popolazione adulta, sia femminile che maschile, oltre che nei gruppi a rischio, al fine di prevenire i tumori Hpv correlati, oltre che di eliminare il tumore della cervice uterina nella donna” continua il professor Mazzucco.In Italia la vaccinazione contro l’Hpv è offerta gratuitamente a tutti gli adolescenti a partire dagli 11 anni ed è fortemente raccomandata anche nella popolazione adulta. Non a caso, seguendo una strategia gender-neutral, circa due terzi delle regioni italiane hanno esteso l’offerta della vaccinazione gratuita contro l'Hpv sia alle donne fino ai 30 anni di età che agli uomini fino ai 26 anni di età. Inoltre, sono disponibili programmi di vaccinazione e strategie di recupero per diverse categorie di adulti, a partire dalle donne dai 25 anni di età non vaccinate che si sottopongono al primo test di screening per il tumore della cervice uterina, oltre che per le donne cui siano state diagnosticate lesioni precancerose di alto grado correlate all'Hpv (la vaccinazione può essere somministrata sia prima che dopo il trattamento, entro tre anni). Il vaccino è accessibile gratuitamente, altresì, anche ad altri soggetti adulti con un elevato profilo di rischio.Gli esperti hanno convenuto come una strategia vaccinale integrata, multidisciplinare e multiprofessionale, che consenta alla popolazione target l’accesso alla vaccinazione in diversi setting (ambulatori vaccinali territoriali e ospedalieri, studi dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, scuole, e farmacie), possa rappresentare il miglior volano per incrementare le coperture vaccinali, in linea con le raccomandazioni internazionali, e per superare le differenze territoriali evidenziate nei diversi Paesi.