BOLOGNA – “Da quello che ci hanno detto tutti gli italiani in questo momento si trovano su autobus che li porterà in un aeroporto militare israeliano. Da lì la Turchia ha messo a disposizione tre aerei, che li porteranno a Istanbul nel pomeriggio. Tutti sono stati picchiati, questo lo sappiamo con certezza, abbiamo letto il report degli avvocati. Quindi non so in che condizioni tornerà a casa mio figlio. Spero non sarà messo troppo male”.

A parlare è Luisa Cigognetti, la madre di Alessio Catanzaro, l’attivista di 30 anni di Budrio che era a bordo della Global Sumud Flottila. Era al telefono con lei quando la barca in cui viaggiava è stata abbordata con violenza dall’esercito israeliano. “Mi ha detto devo buttare il telefono in mare e non l’ho più sentito – racconta la donna – lui fa un dottorato in fisica alla Scuola normale di Lucca, aveva un mese di vacanza e voleva fare volontariato. Era il suo primo viaggio, noi in casa l’abbiamo sostenuto, ovviamente”. La speranza della donna è che una volta arrivati a Istanbul il governo italiano si attivi per andarli a recuperare. “Ho sentito dire che una volta lì ognuno dovrà tornare a casa coi propri mezzi e questo mi fa molto dispiacere, perché mette sotto una luce completamente diversa le dichiarazioni di condanna che abbiamo sentito in queste ore”.