BRUXELLES - I negoziatori del Parlamento europeo e del Consiglio non sono riusciti a trovare un accordo sul nuovo regolamento rimpatri nemmeno stamane. I colloqui avviati ieri erano stati rimandata oggi: motivo del contendere la data di applicazione delle nuove disposizioni. A quanto si apprende, ora è atteso un nuovo trilogo finale il 1° giugno, che farebbe slittare il voto dell'eventuale accordo alla commissione Libe a fine giugno e alla plenaria di luglio.

L'unica questione ancora aperta riguarda la data di entrata in vigore, per la quale il Parlamento auspicava un termine inferiore a 12 mesi. La Germania, spiegano fonti parlamentari, ha proposto un'entrata in vigore immediata, ma con un differimento dell'applicazione di alcuni articoli. Per i negoziatori del Parlamento questa soluzione creerà un caos amministrativo per gli Stati membri e per le persone interessate, oltre a essere totalmente contraria al principio di una buona legislazione. Il Consiglio ha chiesto un'entrata in vigore immediata degli articoli relativi all'emissione delle decisioni di rimpatrio e ai centri di rimpatrio, rinviando l'entrata in vigore di tutti gli altri, mentre il Parlamento non ha accettato questa proposta. Il Parlamento insisterà affinché molti altri articoli entrino in vigore immediatamente. I due co-legislatori e il Consiglio sono chiamati a esaminare tutti gli articoli che potrebbero entrare in vigore direttamente e quelli che necessitano di un rinvio.