Il presidente: "Livello infimo, trattamento incivile". All'ambasciatore: "Liberateli"
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da RomaIsraele ha superato "la linea rossa". Antonio Tajani sceglie parole che raramente, negli ultimi mesi, erano state pronunciate con tanta nettezza da un esponente del governo italiano nei confronti dell'esecutivo di Benjamin Netanyahu. Una crisi, quella nei rapporti con Israele, visibile anche nella nota di Sergio Mattarella che parla di "trattamento incivile inflitto a persone fermate illegalmente in acque internazionali, che tocca un livello infimo ad opera di un ministro del governo di Israele". È un punto politico nuovo quello che si percepisce nei commenti che vengono rilasciati alle agenzie dopo le immagini arrivate dal porto di Ashdod: gli attivisti della Flotilla inginocchiati, ammanettati, bendati, umiliati davanti al ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir. Una scena che Palazzo Chigi considera "inaccettabile", tanto da spingere Giorgia Meloni e lo stesso Tajani a convocare immediatamente l'ambasciatore israeliano e a pretendere "scuse" formali per il trattamento riservato anche ai cittadini italiani fermati in mare. Una "ferma protesta" trasmessa giù in serata quando l'ambasciatore Jonathan Peled arriva alla Farnesina, ricevuto dal segretario generale della Farnesina Riccardo Guariglia.Nelle parole della premier c'è tutta l'irritazione di un governo che, pur avendo sempre mantenuto un canale aperto con Israele, considera quanto accaduto un salto di qualità politico e simbolico. "È inammissibile che questi manifestanti vengano sottoposti a un trattamento lesivo della dignità della persona", affermano Meloni e Tajani in una nota congiunta. Non solo la richiesta di liberazione immediata dei connazionali coinvolti, ma anche la denuncia del "totale disprezzo" mostrato verso le richieste italiane. "Grave che l'intervento sia avvenuto in acque internazionali; valuteremo altre iniziative in sede Ue", la minaccia.Il video diffuso da Ben Gvir provoca un'ondata trasversale di indignazione. Tajani racconta di aver concordato con Meloni la risposta diplomatica mentre si trovavano insieme al vertice con Narendra Modi. "Vedremo quali iniziative adottare", spiega il vicepremier, chiarendo però che "la linea rossa è stata superata". La trattativa diplomatica comunque prosegue. "Siamo in contatto con l'ambasciata, stasera dovrebbero partire il deputato Carotenuto e il giornalista Mantovani. Io spero che per le assicurazioni che ho avuto, potranno rientrare quanto prima anche tutti gli altri italiani coinvolti". Anche Guido Crosetto sceglie un linguaggio netto. "Noi ci vantiamo di altro", dice il ministro della Difesa rivolgendosi idealmente a Ben Gvir. "Non abbiamo l'abitudine di arrestare persone in acque internazionali ma semmai di soccorrerle. Non penso che con atteggiamenti di questo tipo si faccia il bene di Israele". Per Crosetto mantenere aperti i canali diplomatici è necessario per tutelare i cittadini italiani, ma ciò non significa "perdonare quando l'azione è illegale".La compattezza della maggioranza emerge anche dalle dichiarazioni di Maurizio Lupi, per il quale "non è certo Ben Gvir l'Israele che conosciamo", e di Lucio Malan, capogruppo di Fratelli d'Italia al Senato, che parla di "vergognose immagini" e difende la protesta ufficiale del governo. Anche Ester Mieli, senatrice di FdI, parla di "spettacolo intollerabile" e di diritti fondamentali "calpestati".










